Il peccato

Marusja e Zachar sono felici, anche se non hanno soldi e vivono delle monetine che riescono a racimolare e dell’affetto dei loro cani. Sono felici e leggeri, “più sei felice, più sei leggero”. La loro unica preoccupazione è indovinare che giorno sarà domani, ma non il giorno vero, quello percepito, determinato dal traffico o dalla gente per strada. Il sabato, per esempio, ha tutta l’aria di un lunedì… Ne succedono di cose nel condominio dove vive Zachar! Nina, una donna divorziata di quarant’anni, costringe la figlia adolescente ad abortire. Jurij invece è un professore maniaco della pulizia, padre di un punk omosessuale. “Il demonio”, uno degli studenti che vive con “il poverino”, viene prelevato dalla polizia per possesso di stupefacenti, di cui fa uso in realtà il suo coinquilino... Una volta Zachar ha fatto anche il becchino. Va con due amici a prendere la cassa col morto, e poi la calano nella fossa, inchiodandola e coprendola di terra. Eppure è felice: insieme bevono fino a 9 bottiglie di vodka al giorno, qualche volta scoppia una rissa e si ritorna sempre a casa su gambe traballanti… Nel locale notturno dove fa il buttafuori, Zachar tollera tutto: gente in cerca di rogne, malavitosi, prostitute, ma non che uno sbruffone pederasta molesti un bravo ragazzo come il barista, Vadik. Alla fine della serata lo sistemano per benino. L’unico pensiero luminoso è l’immagine del figlioletto, che “ha sempre l’aria di uno che siede sulla riva, dondolando il piede, e guarda l’acqua che scorre veloce”… Saša è morto a nove anni perché si è nascosto in un frigo. Lo hanno ritrovato dopo due giorni, le lacrime congelate. Era il più grande ma trattava con rispetto anche i più piccoli, chiamandoli per nome e chiedendo: “Come va?”. Il viso aperto, le repliche intelligenti, Saša era un bambino fuori dal comune…
In questi nove racconti e qualche poesia, Prilepin ripercorre la sua vita prima che diventasse famoso. Da piccolo trascorre l’estate nella dača dei nonni, che lo amano teneramente, e nascono i primi turbamenti erotici e le prime riflessioni sull’ordine della vita; cresciuto, vive alla giornata senza darsi troppa pena per il futuro, cambiando scelte e mestieri come vestiti. Poi s’innamora e diventa padre e la felicità è la sua compagna più assidua. Ma la guerra in Cecenia gli insegnerà come trattare con la paura e la morte. Le storie sono intervallate da ricordi e nuove storie, come un gioco di cerchi concentrici, nel consueto stile asciutto e lirico insieme. Prilepin conferma il giudizio della critica, che lo ha definito il giovane Hemingway russo. Il peccato ha ricevuto nel 2008 il National Bestseller Award e nel 2011 il Super National Bestseller Award come miglior libro russo degli ultimi dieci anni.

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