Il perturbante

Il perturbante

Un luogo pubblico e frequentato ‒ che sia un binario, un pronto soccorso o un supermercato: gli basta questo per mettersi in moto. Lorenzo è un uomo dei numeri, un data analyst spietato e abilissimo, un osservatore che riesce in maniera pressoché perfetta ad accumulare informazioni e a comprendere il comportamento della gente. Due settimane dopo la sua assunzione, dopo il corso di formazione a Losanna, Normann gli aveva detto che “le persone non esistono, finché non ci siamo noi a osservarle”, un assioma al contempo veritiero e agghiacciante. Tutti producono informazioni, tutti lasciano inevitabilmente delle tracce, illusi dal miraggio della privacy. Nella sua dedizione totale al lavoro Lorenzo spesso trascura la vita sociale ed evita le occasioni di incontro, preferisce studiare dati, profili e tipi umani attraverso la rete. Per questo declina spesso gli inviti della sua amica Giulia a uscire. Ma questa volta decide inaspettatamente di accettarlo. Una serata come tante in un locale come tanti, dove la musica costringe a urlare o a non capire nulla di ciò che si dice. Per fortuna c’è il free bar, ma soprattutto c’è una persona che ruba immediatamente la sua attenzione: sneakers, fede al dito, orologio da polso con lancette e meccanica di precisione, questa è la prima radiografia che Lorenzo fa di Sergio. Non gli basta, non gli bastano nemmeno le poche parole scambiate e la sigaretta fumata assieme. Una volta tornato a casa dovrà per forza indagare oltre, sapere tutto di lui, le sue abitudini e i suoi gusti…

Quarantenne laureato in Filosofia, Giuseppe Imbrogno ha partecipato con Il perturbante al prestigioso Premio Italo Calvino, incontrando l’apprezzamento generale della giuria. La casa editrice Autori Riuniti dimostra ancora una volta di essere estremamente attenta alle nuove voci e ai romanzi che escono dal sopracitato premio. Quella di Imbrogno è una scrittura piana, lo stile è asciuttissimo e tende al minimal, i periodi sono brevissimi e colpiscono con frustate fatte di dati e termini tecnici mixati con lessico comune. Questi aspetti, uniti a un certo gusto per l’analisi impietosa della contemporaneità e dei media, possono ricordare Chuck Palahniuk. La voce narrante è quella di Lorenzo, e la storia è quella di un’ossessione, che dapprima ha dei risvolti chiaramente omoerotici, ma muta nel corso del romanzo per prendere strade forse inaspettate. Il tentativo del protagonista di inseguire Sergio lo porta a un percorso di miglioramento interiore ed esteriore, fatto di palestra, sauna e abitudini alimentari così sane da sfociare nell’ortoressia. La trama intessuta è avvinghiante, il ritmo decisamente coinvolgente, l’argomento di stringente attualità dal momento che Il perturbante tratta, fra le varie cose, di come i social consentano di avere delle idee chiarissime sui gusti delle persone senza quasi conoscerle.



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