Il pianeta tossico

Il pianeta tossico
La nostra specie – la razza umana – si sta comportando come un asteroide. Un asteroide che sta condannando tante altre specie a un'estinzione di massa. Il nostro pianeta, la Terra, ha già conosciuto molte estinzioni di massa nel corso della sua storia di miliardi di anni. Ma nessuna estinzione di massa è stata mai determinata da una specie soltanto. Nessuna è stata consapevole e cosciente come questa. Forse siamo in tempo per correggere la rotta: servirà fortuna e servirà un'evoluzione nuova. Servirà diventare “homo ecologicus”, per salvare l'umanità e la biodiversità. Il pianeta ci sopravviverà in ogni caso: sta a noi ricordare che qui siamo ospiti, e non padroni. Questo insegna il fondamentale saggio Il pianeta tossico del professor Giancarlo Sturloni, responsabile di progetto del Master in Comunicazione Scienza alla SISSA di Trieste. Il libro è strutturato in quattro parti (“Il baratro sotto di noi”, “Il mondo, domani”, “Alla disperata ricerca di un piano b”, “Cosa resterà di noi”) in cui si racconta la genesi della crisi ambientale, cosa ci aspetta entro fine secolo, perché ormai siamo fregati e quali tracce lasceremo del nostro passaggio su questo pianeta…
Sturloni ricorda ai suoi lettori cosa significhi “ascoltare le rovine”, e cosa hanno rappresentato per la salute dell'umanità e di tutte le specie viventi, sin qua, le catastrofiche logiche figlie del capitalismo sfrenato, del cemento selvaggio, della “carbonizzazione dell'economia”: medita sul dramma del riscaldamento globale, dell'estinzione degli habitat, dei conflitti per le risorse naturali, dell'abnorme crescita demografica, e riesce a restituire speranza. Una speranza figlia della consapevolezza che nonostante l'avidità e la malvagità della nostra specie sopravvivere è ancora possibile, e non tutto è perduto. Una speranza legata alla possibilità di dare vita, nel tempo, a una rivoluzione culturale e politica fondata sulla centralità assoluta dello sviluppo sostenibile, dell'armoniosa adozione delle energie rinnovabili, della bonifica di tutti i territori avvelenati dalle attività industriali e dai rifiuti tossici, e di tutti i mari feriti dalle tonnellate di plastica e di veleni. Questo libro è dovuto a una sensibilità eccezionale. È un tesoro per chi vuole combattere per difendere il futuro. È là che abiteranno i nostri figli, e i nostri nipoti. Dobbiamo averne cura. Dobbiamo dare tutto.

 

 

 
 
 
 
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