Il piano di Samuel

Il piano di Samuel

Samuel ha un piano misterioso intitolato semplicemente Operazione Casanova. È da due anni che Elena l’ha lasciato preferendogli il fisico scolpito e già formato di Enrico, il suo ormai ex migliore amico. Una situazione abbastanza tipica se si è degli adolescenti alle prese con le prime, imperfette, relazioni sentimentali. Samuel però era davvero innamorato di Elena e a distanza di tanto tempo cova ancora il desiderio di riconquistarla e di farla pagare a quel verme di Enrico. Per farlo però ha bisogno di rientrare nel gruppo, di trovare un contatto che lo porti in Sardegna e gli consenta di agganciare la comitiva storica con la quale ha perso ogni rapporto. Sabrina, ingenua, non troppo difficile da conquistare e con la casa delle vacanze in Sardegna, fa proprio al caso suo: non la vede da due anni ma sa che le sarà difficile resistere al nuovo Samuel, tatuato e con il corpo asciutto e tonico. Si incontrano alla stazione di Cerveteri e iniziano a chiacchierare davanti a un gelato; l’argomento vita sentimentale piatta è dietro l’angolo. L’esca è stata gettata. Samuel ha fatto il primo passo per ottenere ciò che vuole, qualcosa di estremamente complesso, chiaro solamente nella sua testa…

L’esordio di Claudio Gentile, omonimo del leggendario difensore campione del mondo 1982, è un lavoro coinvolgente, dai ritmi serrati, che denota sin dalle prime pagine una tensione narrativa nervosa e claustrofobica, solo apparentemente stemperata dalla cornice tardo-adolescenziale rappresentata dai tanti, ben delineati, personaggi. Protagonista di questo romanzo-puzzle (lontano debitore di classici cinematografici del mindfuck come Saw-L’enigmista e I soliti sospetti) è Samuel Grande, diciannovenne rabbioso e machiavellico che elabora un rompicapo in cui ambizioni personali, frustrazioni passate e naturale avventatezza giovanile assumono la forma e la sostanza di un piano tanto indecifrabile quanto originale, destinato a lasciare il lettore in sospeso tra continui colpi di scena. La prosa è asciutta, umile, priva di orpelli e di quella supponenza stilistica e concettuale che troppo spesso fa naufragare esordi letterari dalle buone premesse. L’autore, consapevole di una tecnica ancora da affinare e perfezionare, si dona interamente alla sua trama, un mix di thrilling e satira ai costumi e alle abitudini di chi, come lui, è stato adolescente negli anni zero. Incoraggiante.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER