Il piccolo messaggero dei nostri corpi

Il piccolo messaggero dei nostri corpi
In una remota cittadella francese poco lontana dall’Oceano Atlantico e dai vigneti famosi per il loro Bordeaux, Joseph trova la morte nel 1935. Scosso dal decesso del compagno, Roland decide di scrivere un volume che possa testimoniare in modo fedele gli oltre trent’anni di segreto amore passati insieme: dalle prime notti nelle stanze di quel collegio in cui si accorsero a poco a poco della loro passione alla scelta del matrimonio con le sorelle Sabine e Clothilde. Ma come affrontare il problema della memoria riuscendo a rimanere fedeli al passato e non subendo le distorsioni dei propri ricordi? Roland sceglie di utilizzare le lettere originali che, accumulatesi negli anni, testimoniano la fitta corrispondenza tra i due amanti. Ed è così che - calcando la mano di Joseph e copiandone le sue parole - i ricordi dei giorni a Taormina in compagnia di Sandro Prego, Mr Shake-Hand, Siamo Amici, le giornate trascorse nudi sotto la pioggia ad inseguirsi per i campi, e le strane notti passate sbronzi lungo il letto del fiume riprendono vita…
Yves Navarre - pur non avendo nascosto la propria omosessualità negli anni più maturi della sua vita - ha cercato di soffocare dentro di sé demoni e ricordi adolescenziali che, alla lunga, l’hanno portato a suicidarsi nel 1994 a Parigi. Nemmeno la sua fama come affermato romanziere insignito del prestigioso Premio Goncourt per l’opera Il giardino zoologico è riuscita a colmare il profondo disagio dell’autore. Con Il piccolo messaggero dei nostri corpi Yves mostra tutta la sua sensibilità e capacità narrativa: contraddistinto da uno stile elegante, da un lessico ricercato e da una struttura narrativa che ammicca ai classici dell’ottocento, l’autore dà prova di un talento unico. Qual è forse la piccola sconfitta di questo testo? Rarefatto, frammentato, episodico, il volume - negli intenti del protagonista Roland - vuole vincere le devianze della memoria per rimanere fedele alla storia, eppure finisce inevitabilmente per assumerne la struttura e ricalcare il ritmo dei ricordi: nulla di male, anzi un tratto ulteriore che ribadisce la particolarità del libro.

 

 

 

 
 
 
 
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