Il potere segreto della bellezza

Il potere segreto della bellezza
Che cosa è la bellezza? E soprattutto qual è il misterioso potere che riveste nelle dinamiche del genere umano? Da questi scottanti ed antichi interrogativi parte una dotta riflessione che attraversa secoli e coinvolge letterati, pittori e filosofi. Tutto comincia con il pittore William Hogarth che nel 1752 pubblicò un trattatello dall'ambizioso titolo L'analisi della bellezza, con il quale cercava di dimostrare attraverso “esperimenti estetici” e rigorosi ragionamenti che la bellezza non fosse altro che una combinazione di linee curve ed armoniche, seducenti per l'occhio e per la mente. Attraverso numerose citazioni e rimandi visivi a quadri famosi l'autore procede con l’esposizione di numerosi, e a volte vani, tentativi attraverso i secoli di cristallizzare il bello in una definizione fino ad arrivare alle sue riflessioni con cui cerca di spiegare che la bellezza è connaturata al genere umano e va ben oltre i canoni matematici….
Armstrong, ricercatore universitario originario di Glasgow, con uno stile chiaro ed argomentazioni semplici ed alla portata di tutti i livelli culturali, presenta un interessante e particolareggiato excursus su un tema importante che non è solo estetico, inteso cioè come pura apparenza, ma soprattutto filosofico, connesso al senso stesso della vita dell'uomo. Da Kant a Roland Barthes, da Hegel a Melville da Plotino a Winckelmann molti sono gli autori che vengono scomodati da Armstrong per svelare il segreto potere della bellezza. Gli antichi Greci definivano con l'aggettivo kalòs qualcosa che andava ben oltre la gradevolezza esteriore ma che coinvolgeva anche, e soprattutto, l'interiorità associando indissolubilmente il bello al buono. Il vero potere della bellezza sta proprio nel fatto che al suo interno racchiude armonia e funzionalità ma anche elementi che scaturiscono dalle profondità dell'individuo: non un insieme rigido di regole, dunque, ma una sorta di impulso innato che ci porta ad essere irrimediabilmente, e in un modo del tutto soggettivo, attratti da quello che ci appaga e che poi definiamo bello. A questo punto mi sento in dovere di esprimere un mio giudizio personale sul discusso tema: per me il massimo del sublime è l'armonica forma di una torta al cioccolato che sazia il mio occhio e il mio gusto. E sfido chiunque a darmi torto.

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