Il prezzo della vittoria

Il prezzo della vittoria
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In fuga. Puntando al cuore dell’esercito principale. Sulle rive dell’Hudson, nei pressi del villaggio di Saratoga. Anno Domini 1777. Arrivati gli Inglesi e preso Fort Ticonderoga Fraser, il colonnello Fraser, e Claire ‒ fuggiti nella foresta con alcune unità della milizia ‒ attraversano pericoli e villaggi, si mettono in salvo e si trovano con il giovane Ian e con gli Hunter tra i Continentali regolari. L’idea di Jamie è di ripetere il gioco del disertore: lasciarsi catturare, passare per i campi britannici, riferire qualche storia appropriata alle circostanze e di nuovo disertare portando ai ribelli ogni informazione utile sulle forze all’inseguimento. Claire, che sa cosa può accadere agli uomini catturati, teme per Denny Hunter, medico e suo amico. Come James, però, il fratello di Rachel non può voltare le spalle alla battaglia. “È un quacchero, Sassenach. Ma è un uomo. Se non fosse stato disposto a combattere per le cose in cui crede, sarebbe rimasto nel suo piccolo villaggio ad applicare impacchi ai cavalli, e a occuparsi della sorella. Ma non è così”. Lallybroch, 1980. Non è facile immaginare quanto il passato, che, in verità, non ha perso forza grazie alle lettere dei suoi genitori, possa condizionare ancora il presente di Bree e della sua famiglia. Quando Roger la prende da parte, e scorge l'uomo che gli sta dietro, non ha più dubbi. “Permettimi di presentarti William Buccleigh MacKenzie», [...] la voce chiaramente nervosa. Altrimenti noto come il Nuckelavee”. È l'uomo che nel XVIII secolo ha fatto impiccare suo marito…

James torna in Scozia. Diana Gabaldon ci riporta verso il luogo da cui siamo partiti. Ecco una ragione, allora ‒ una ragione assai piacevole ‒ per leggere An Echo in the Bone, settimo volume originale, tredicesimo in Italia della saga di Outlander. Questa certezza suppone necessariamente delle avventure del cuore: in una parola tutti i timori e le piccole speranze di un ritorno a Lallybroch. Si vede qui in che cosa gli affetti siano necessari alla storia. Questo è il vantaggio della intima sensibilità della saga. Nessuno, infatti, considerando le attese proverebbe per quel che legge tutto l’imbarazzo e l’evidenza del dolore. Sembrerebbe una triste stravaganza, e invece il destino di Ian offre all’autrice un aiuto che concorre a dare ancora positività alla figura di Jenny. Invece di raccontare proprio l’incontro con i due, e invece di esprimersi sul ritorno a casa del giovane Ian, è d’obbligo sottolineare gli shock a cui tutti i protagonisti del libro sono variamente soggetti. Un osservatore molto attento fa presto a riconoscere che anche nel XX secolo di Roger e Bree si può essere in grave, anzi gravissimo, pericolo. L’amore fra Jamie e Claire ha un grande valore già da sé ma si riempie in questa seconda parte del volume originale di una nuova luce.



 

 

 

 
 
 
 

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