Il primo da uccidere

Il primo da uccidere
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In un capanno desolato della Sierra Nevada due uomini si stanno accanendo da ore su un terzo. I due aguzzini sono i fratelli Bridgestone, Ernie il minore e Leonard il maggiore, due ranger dell’esercito americano, pluridecorati durante la prima guerra del Golfo. La vittima è un agente dell’FBI sotto copertura che ha scoperto molto delle attività illecite da trafficanti d’armi dei Bridgestone. Proprio per questo motivo, dopo avere perso sei dita, viene alla fine arso vivo dai due militari corrotti. Nel frattempo Nathan McBride si gode il suo ritiro forzato dalle scene tra champagne e belle donne: è un ex agente sotto copertura della CIA che, in seguito a una disastrosa missione “black op” in Nicaragua, è stato rimosso da tutti gli incarichi. Si occupa quindi della protezione di privati cittadini fino a quando riceve una chiamata notturna molto importante. È l’ex direttore dell’FBI Frank Ortega che gli chiede un favore in nome della loro vecchia amicizia. Suo nipote, operativo del Bureau, è scomparso nel nulla e con lui una considerevole quantità di esplosivo plastico. Inutile dire che bisogna ritrovare sia l’agente che il Semtex prima che sia troppo tardi e Nathan è l’unico che potrebbe riuscire nell’impresa. Quello che però l’ex agente speciale ignora totalmente è che la sparizione fa parte di un gioco al massacro ad amplissima portata. Alte sfere del governo e un criminale psicopatico si stanno facendo la guerra e ogni regola è ormai saltata…

Andrew Peterson è un autore nato e cresciuto a San Diego, grande appassionato di armi e di tattiche militari. Ha vissuto un’impressionante carriera da tiratore professionista, tanto da vincere la qualifica di Master nella graduatoria della National Rifle Association. Tra le altre cose è anche un architetto esperto. Dopo un esordio sul “San Diego Writers Monthly” con il racconto Mr. Haggarty’s Shop, Peterson ha pubblicato questo suo primo romanzo Il primo da uccidere nel 2012. Il lavoro è stato molto apprezzato per il suo realismo, soprattutto dai militari degli Stati Uniti. L’autore ha donato più di duemila copie de Il primo da uccidere agli ospedali in cui i veterani erano ricoverati e alle truppe in servizio in paesi lontani, riscuotendo un unanime successo. L’azione di questa prima avventura di Nathan McBride è senza sosta e i colpi di scena si susseguono, pagina dopo pagina. Il realismo, come detto, è il marchio di fabbrica del romanzo. L’intreccio non è mai scontato e quindi risulta godibile e ben strutturato fino alla fine. Un ottimo esordio per una saga thriller ad alto tasso cloak and dagger che in futuro farà molto parlare di sé.



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