Il Principe

I criteri etici valgono tanto per le azioni umane quanto per l’attività politica, che deve essere ispirata da ideali di chiaro valore morale quali la dignità e l’indipendenza della patria, il riconoscimento del merito quale viatico per accedere ai più alti onori, l’avversità verso ogni forma di dittatura e la lotta contro la corruzione politica. Tuttavia, poiché il mondo della politica non è il mondo del bene e neppure del male, ma quello dell’utile e dell’interesse, coloro che rivestono responsabilità di potere sono chiamati a perseguire tali scopi a qualunque condizione, senza tentennamenti o forme di compromesso. Il perseguimento di un fine moralmente degno che conduca il politico a “entrare nel male” vive della consapevolezza che la realizzazione della virtù e del bene comune siano necessità imprescindibili dal ricorso a qualunque mezzo. Mezzi che potranno anche apparire riprovevoli, ad esempio sotto il profilo religioso, ma che acquistano, invece, valore alla luce della loro capacità di  attuazione in una società caratterizzata da una natura umana malvagia e riottosa all’obbedienza alle leggi. In cui si cui rende indispensabile la figura di un Principe illuminato e capace di governare con l’autorità che viene riconosciuta a un leone e con l’astuzia di cui è capace una volpe...
Cinquecento anni e non li dimostra. La durevole attualità de Il Principe sta tutta nella capacità di accendere interesse, ancora oggi, tanto tra i sostenitori della ragion di Stato, che invocano immunità e comprensione per le loro malefatte piegando strumentalmente il pensiero dell’autore, quanto tra coloro che non hanno mai smesso di invocare una redenzione della politica verso forme  assai più virtuose rispetto a quelle fin qui conosciute. Scrittore e drammaturgo, storico e filosofo, nonché massimo pensatore politico della prima metà del Cinquecento, Niccolò Machiavelli (1469 – 1527)  ha infatti il merito fondamentale di aver saputo cogliere in questa sua celeberrima opera la logica interna che regola la dinamica politica in una maniera forse spregiudicata e controversa. E poiché non faceva mistero di nutrire un profondo scetticismo verso i possibili effetti dei richiami di ordine  morale e religioso, nel suo appello si riallaccia piuttosto alla virtus pagana che non a quella cristiana, a una sorta di strana capacità di partire dall’osservazione della verità fattuale per rendere attuabile una realtà immaginata e auspicata. La felice compenetrazione di analisi rigorosa e scrittura coinvolgente lo rendono un testo prezioso per quanti ancora credano che la politica possa avere un volto nobile.

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