Il Principe

Il Principe

Cesare Borgia, duca del Valentinois, luogotenente del Re di Francia e signore di Romagna, ha un sogno: riunificare l’Italia sotto il suo principato. Un sogno ormai miseramente fallito. Alcuni fra i suoi più agguerriti capitani hanno congiurato contro di lui, gli si sono rivoltati contro confinandolo con un pugno di uomini nella rocca di Imola. Asserragliato con una guarnigione di mercenari, ogni giorno sempre meno affidabili e sempre più distanti dalla sua causa, il Valentino sembra un uomo ormai finito. Costretto a rimirare i resti e le briciole della sua passata ambizione, Cesare ritrova una vecchia pergamena. Un piccolo resoconto redatto da un marinaio sconosciuto, pervenuto fra le sue mani quasi per caso. Il cardinale che gliel’ha consegnato ha voluto liberarsene perché il contenuto della pergamena non ha a che fare con le questioni religiose, si parla solo di armi e di conquiste: la materia preferita da Cesare. Si dice che chi l’ha scritta abbia accompagnato Amerigo Vespucci nella sua seconda spedizione nel Nuovo Mondo, vi è tracciata una mappa, delle coordinate vi indicano un punto preciso oltre la costa, fra le aspre alture ancora inesplorate. Il Valentino ormai non pensa ad altro. Una civiltà nuova, sconosciuta perfino alla potente corona di Spagna, gente abituata alle armi da poter addestrare e trasformare in potenza militare. Un nuovo inizio per le sue ambizioni...

Reduce dal successo internazionale del ciclo di romanzi su Dante Alighieri, in cui il sommo poeta agisce nelle vesti di investigatore risolvendo misteri come uno Sherlock Holmes rinascimentale, Giulio Leoni ci consegna un nuovo romanzo in cui la storia si piega volentieri a creare un corso alternativo degli eventi. Stavolta lo scenario è l’Italia delle signorie, a cavallo fra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. L’Italia delle divisioni politiche, dei complotti e dei signori della guerra. Un’Italia che, illuminando l’Europa e il mondo attraverso il faro del Rinascimento, fu soprattutto teatro e ostaggio dei giochi di potere delle potenti monarchie di Francia e Spagna. Il buio delle ambizioni di potere e l’orrore della guerra in contrapposizione continua con la luce della bellezza e dell’innovazione promossa da grandi maestri quali Leonardo e Michelangelo. Muovendosi con apparente disinvoltura sul crinale di queste contraddizioni, Leoni costruisce una trama degna dei migliori scrittori di ucronie (dal Philip K. Dick de La svastica sul sole allo Stephen King di 11/22/63). L’intreccio si compone a incastro, un capitolo dopo l’altro in cui i singoli tasselli vengono presentati al lettore in un ordine temporale sparso. La trama, insomma, sembra volersi configurare come un rompicapo di pezzi sparsi; fatti e antefatti, salti temporali da un presente storico (il 1502, in cui il Valentino è asserragliato nei pressi di Imola) verso il passato, un contraltare di situazioni apparentemente sganciate dal corso principale degli eventi ma che finiscono per costituirne i necessari prodromi e gettare le basi di quanto il romanzo si appresta a narrare. Il lettore si ritrova catturato in un appassionante gioco di ricomposizione, più che di vera e propria lettura.



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