Il principe Otto

Il principe Otto

Nell’irreale principato germanico di Grünewald, con la sola città di  Mittwalden, regna il principe Otto, sovrano indolente e incapace di governare. Marionetta nella mani della moglie Amélie-Séraphine, cui  ha delegato tutto il proprio potere, costui assiste impotente, a sua volta, alla subordinazione di quest’ultima al Primo ministro, il barone Gondremark. Pian piano Otto rimane isolato nelle sue sterili occupazioni, con l’unico conforto della compagnia del suo amico e cugino Gotthold, continuando ad evitare sempre e comunque rifiutarsi di affrontare le questioni di stato e di governo. Intanto, lo scienziato inglese Sir John Crabtree, scrivendo un libro riguardante tutte le corti europee, è arrestato a causa del capitolo dedicato al principato di Otto… 
Opera che ha conosciuto una vivace attenzione nel mondo editoriale italiano (con diverse edizioni per diversi editori), Il principe Otto colpisce per il singolare mix di satira di costume, sentimento sofferto(alla fine vincente) e disamina dei disastri del potere, creato con l’espediente della trasposizione immaginaria dagli esiti veramente straordinari( se si pensa ad alcune espressioni letterarie del novecento, ad esempio Calvino). Con un’elegante tessitura narrativa, l’autore de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, traccia così un avventuroso e formidabile quadrilatero di comprimari, con l’espediente della doppia coppia simmetrica ma  opposta (Otto con Amélie-Séraphine e Gondremark con Rosen) che riflette insieme vissuti personali e vicende politiche collettive, con il passaggio dal principato alla monarchia, ottenuto grazie alla popolazione che si ribella al disservizio dei governanti.

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