Il principe rosso

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Shanghai. Aprile 2013. Il colto, sensibile, capace e onesto ispettore capo Chen Cao è stato rimosso/promosso, d’improvviso sollevato dagli incarichi di Partito e nominato (fuori dal dipartimento di polizia) direttore del Comitato per la riforma del sistema legale. Il Chen è pure romantico, buongustaio, fumatore e traduttore di polizieschi americani (oltre che di Eliot), a quel punto decide di adempiere un’incombenza a lungo rinviata. Il 5 in Cina ricorre la festività del Qingming, i nostri “Morti”, si visitano cimiteri e tombe dei cari. Lui si sente spesso angosciato per non aver seguito le orme di suo padre, uno studioso neoconfuciano, ed esser divenuto (disilluso) poliziotto; comunque si considera un figlio devoto e, come promesso alla madre, va in corriera a Suzhou dove è sepolto il padre, che era stato malamente bersagliato dalle Guardie Rosse durante la Rivoluzione culturale (1966-1976). Chiede di sistemargli la tomba e vuol mettere nella bara un suo saggio uscito postumo. Intanto riflette sui “casi speciali” assegnati al precedente ufficio: è in quelle indagini che deve nascondersi la ragione del trasferimento, come gli suggerisce il fedele vice Yu Guangming, che poi lo aiuta, insieme alla moglie Peiqin e al padre Vecchio Cacciatore, a districarsi fra accuse e trappole. C’è un’aspra lotta interna al partito in vista del Congresso, qualcuno di potente ha paura dell’acume di Chen Cao e vuol farlo fuori, nessuno lo protegge. Cercherà di far conto sulla saggezza della poesia, lottando per la vita, non solo sua…

Nono episodio della magnifica serie ambientata in Cina e scritta negli Usa dal docente universitario Qiu Xiaolong (Shanghai, 1953), in terza varia sul protagonista e i poliziotti buoni. Era iniziata subito dopo i fatti di Tienanmen (1989) che suggerirono all’autore di fermarsi negli Stati Uniti. Ora siamo giunti ai giorni nostri, anche se Chen Cao non è invecchiato di conseguenza. Accanto alle dinamiche politico-sociali di lungo periodo, alcuni eventi veri di corruzione e malaffare (cui è ispirato) sono accaduti fra 2012 e 2013, ad esempio il caso dei maiali morti in decomposizione recuperati nel fiume Huangpu e gli appalti pilotati per l’Alta velocità. L’intreccio ricorda soprattutto la vicenda di Bo Hilai, compagno di scuola di Qiu presso la Graduate School della Accademia Cinese delle Scienze Sociali a Pechino nei primi anni Ottanta, poi membro del potente Party Central Politburo e segretario del partito di Chongqing City. Era un “principe rosso” in rapida ascesa con un gran numero di seguaci maoisti; a causa di un disastroso scandalo internazionale con l’omicidio di un uomo d’affari britannico da parte di sua moglie e la fuga del capo della polizia nel consolato americano, fu distrutto dai rivali in una feroce lotta di potere nella Città Proibita, riconosciuto colpevole di corruzione e condannato all’ergastolo. Non solo i criminali vedono cose sensate per immaginazioni contorti e paranoidi. Al fondo risalta la mancata separazione dei poteri nel regime cinese a causa dell’onnipotenza onnipresente del Partito Comunista. Si lavora soprattutto all’alba; le qualifiche servono come i gusci per le lumache; vernice rossa per i morti, nera per i vivi. La musica è lirica e accompagna la poesia, continue citazioni di versi e proverbi. Bordeaux col branzino, alla moda!



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