Il principio dell'amore

Il principio dell'amore
Hubert e Rose Derdon abitano nei sobborghi di Dublino in una piccola e intima casa indipendente con un minuscolo fazzoletto di giardino di fronte alla porta d’ingresso. John, il loro unico figlio, ha scelto di diventare prete, lasciando sua madre nella disperazione di non potersi più occupare di lui. Non c’è niente di esaltante nella loro vita ordinaria e priva di sorprese e la scomparsa di un vecchio amico, Frank, che Hubert era solito frequentare, lascia ancora più spazio al silenzio. Delia e Martin Bagot invece hanno due figlie piccole, una vita apparentemente tranquilla, ma vivono le loro notti separati, lei nella stanza da letto con le bambine e lui in mansarda, quasi a voler scansare gli oneri familiari con la scusa di voler riposare in tranquillità. E ancora c’è Min, la sorella gemella di Martin, a raccontare la vita e il matrimonio (considerato da lei come l’evento più funesto mai accaduto) del fratello e di Delia dopo la loro morte, essendo lei l’ultima superstite e unica testimone del passato...
Maeve Brennan, scrittrice irlandese di rara bellezza, già apprezzata per il delicato romanzo La visitatrice, molto amica di William Maxwell (celebre giornalista del New Yorker che scrive infatti la prefazione al libro), amata da Alice Munro, paragonata a Carver, considerata una delle più abili e dotate scrittrici di racconti del XX secolo buca le pagine con storie di delicati equilibri familiari, amori coniugali appassiti e incapaci di trovare una ventata di rinnovamento, case che diventano prigioni, emozioni compresse sino ai massimi livelli. Le donne dipinte da Maeve, molto diverse dal suo spirito vitale e cosmopolita (evitando di considerare la forte depressione che la colpì nell’ultimo tratto di vita), sono fragili fiori in balia del vento, sprofondate in un’apatia soffocante, accettata passivamente, a scavare solchi di disperazione silenziosa. Cercano di aggrapparsi a qualcosa che le tenga a galla (Rose ai fiori e al giardino, Delia alle figlie piuttosto che a un vescovo di ritorno da una missione, amico di suo padre, a ricordarle l’infanzia e i tempi andati), vorrebbero che la scintilla dell’amore non si fosse spenta ma non sanno come riaccenderla. Al loro fianco, uomini che fuggono, si allontanano, si isolano, irritati dagli atteggiamenti provinciali delle loro compagne, dimentichi delle ragioni che – un tempo – li hanno convinti a scegliere quella precisa donna come compagna di vita, sino alla fine. Una raccolta di racconti toccante, a proporre – come nei romanzi di Yates, per citare un autore conosciuto – ritratti tristi e precisi di famiglie alla deriva, senza più niente da dirsi, in attesa di un evento (che non arriverà) che li riporti alla vita.

 

 

 

 
 
 
 
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