Il privilegio dell'essere

Il privilegio dell'essere
Carl Karl è un famoso insegnante di violino. Ha fatto parte di quella classe di intellettuali molto attiva nella Vienna del secondo dopoguerra. Abita in una casa modesta dove ha accettato di accogliere la richiesta di aiuto di Hans, un giovane e promettente musicista, per riuscire ad essere ammesso al conservatorio. Hans inizia a frequentare il professore, ben presto entra in sintonia con quell’uomo schivo e tormentato, nascosto nella sua solitudine, e pian piano, giorno dopo giorno - grazie alla dolcezza del suo violino e al canale preferenziale  offerto dalla musica - i due si trovano inaspettatamente amici. Carl racconta al giovane Hans la sua storia e il complicato rapporto che lo ha legato alla più grande interprete dei virtuosismi di Paganini, Costanza Pomponne, donna da lui amata perdutamente, purtroppo ricoverata in una clinica psichiatrica da quando all’apice della sua carriera decise di abbandonare tutto per dedicarsi alla ricerca di Dio. La figura di Costanza inizia a prendere piede nella fantasia di Hans, tanto che accarezza l’idea di andarla a trovare, ma ogni pensiero viene bruscamente interrotto una mattina quando il ragazzo nell’appartamento del professore incontra sua sorella Anne. Giovane e bellissima, di dieci anni più grande di lui, sembra sapere tutto sul suo conto. Il fratello le ha lungamente parlato delle loro lezioni e della bella amicizia che si è creata e proprio in virtù di quel rapporto speciale Anne non gli nasconde le preoccupanti condizioni di salute del fratello, ricoverato in ospedale...
Un romanzo intenso in cui le vite e le riflessioni dei protagonisti si intrecciano attorno alla scelta ascetica di Costanza Pomponne, sullo scenario di una Vienna freddissima e provata dalla guerra, una Vienna che fatica a rialzarsi e a ritrovare la forza di un antico, illustre passato. Un libro che offre molti spunti di riflessione porti da una trama apparentemente semplice che indugia non a caso sulle armoniche delle emozioni dei protagonisti, mettendoli sempre di fronte ad un imprevisto emotivo che devono affrontare o subire. Vincenzo Stefano Luisi torna con una storia intensa, torna a parlare di luoghi freddi e inospitali per far emergere ancora di più la complessità interiore dei personaggi che sono presenze concrete, quasi tangibili all’interno delle pagine. E ancora la malattia, conosciuta e indagata, malattia che per lui - cardiochirurgo pediatrico e membro attivo del Palestine Children Relief Found - è terreno noto, nel quale sa muoversi ma dal quale al contempo desidera fuggire. Un romanzo maturo, a tinte forti, che a giusta ragione può essere messo accanto alle grandi storie del secolo scorso. Anche i proventi di questo libro saranno interamente impiegati, come per l’intera produzione letteraria del dottor Luisi, nel finanziamento delle missioni in Palestina che lo vedono in prima persona operare bambini palestinesi affetti da gravi cardiopatie congenite.

Leggi l'intervista a Vincenzo Stefano Luisi

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER