Il profumo

Il profumo
17 luglio 1738. A Parigi regna un puzzo inimmaginabile: rigagnoli di fogna a cielo aperto nei quali galleggiano escrementi, persone tutte fetenti come clochard - dal re al contadino - per l'igiene personale pressoché inesistente, fabbriche in città che scaricano i loro fumi maleodoranti, cimiteri con cadaveri ammassati alla bell'e peggio che si decompongono a pochi metri dalle abitazioni. Una pescivendola di rue Aux Fers è colta dalle doglie: i quattro figli precedenti sono nati morti o mezzi morti, e nulla le fa pensare che non finirà così anche con questo neonato. Così la ragazza si accuccia, partorisce, taglia il cordone ombelicale con un coltellaccio e sviene. Il bambino urla, dibattendosi per terra tra lische, interiora e teste di pesci: accorrono delle persone, la madre viene arrestata e ghigliottinata, il piccolo Jean-Baptiste Grenouille affidato a una balia. Che però qualche settimana dopo lo riporta al convento di Saint-Merri perché spaventata dal fatto che il vorace neonato "non ha odore", e quindi è una creatura demoniaca. I buoni frati lo passano a una certa Madame Gaillard, la gelida amministratrice di un piccolo orfanotrofio. Jean-Baptiste cresce brutto e solitario, ma mostra sin da subito una straordinaria abilità: ha un odorato superumano, grazie al quale riesce persino a orientarsi al buio, a 'vedere' oggetti nascosti o a intuire l'umore di una persona. A 9 anni il ragazzo viene venduto a un conciatore di pelli come lavorante a poco prezzo, in condizioni terribili che presumibilmente l'avrebbero portato alla morte in breve: ma lui riesce a sopravvivere tre anni nonostante il carbonchio e la fame, e impara a conoscere Parigi e tutti i suoi innumerevoli odori, compreso quello celestiale di una fanciulla che Jean-Baptiste strangola solo per l'ebbrezza di annusarla. E una sera il ragazzo dall'odorato migliore del mondo bussa alla porta di Giuseppe Baldini, profumiere anziano e in disgrazia, e gli chiede un lavoro...
La favola nera che ha proiettato il timido drammaturgo tedesco Patrick Süskind in testa alle classifiche di tutto il mondo è un libro barocco e straripante, una vera festa per i sensi e l'intelletto. E' il romanzo di una ricerca febbrile, l'ossessione per la distillazione del profumo di tutto (compresi gli esseri umani, gli oggetti inanimati, le emozioni, le sofferenze), che porta il deforme Grenouille a trasformarsi in una sorta di vampiro pronto a 'rubare' il profumo alle sue vittime, incurante del fatto che incidentalmente questo dà loro la morte ("Poiché il profumo è fratello del respiro"). Del resto il protagonista de Il profumo non ha tempo per queste quisquilie, perché la sua è una tensione verso l'assoluto, un assalto al cielo che lo svincola del tutto dalla sua stessa umanità - non a caso gli unici momenti felici li passa negli anni nei quali vive come eremita in una grotta senza mai nemmeno vedere un essere umano, cibandosi di bacche e rettili e sognando di assaporare odori come vini preziosi - e l'unica cosa che conta per lui è che colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini. Süskind è ora gotico ora gigione, ora ardito esploratore di dispute filosofiche ora trucido mago del thriller: il risultato è un romanzo magnifico ed emozionante, nonostante un certo calo di tensione nella seconda parte. Una curiosità: il libro non ha ispirato soltanto un film (mediocre e sommamente infedele al romanzo) per la regia di Tom Tykwer, ma anche due brani rock, "Scentless apprentice" dei Nirvana e "Du riechst so gut" dei Rammstein.

 

 

 

 
 
 
 
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