Il quadro mai dipinto

Il quadro mai dipinto
«Continuate a commettere errori di felicità. Fatemi e fatevi questa promessa. È una promessa che potete, anzi, dovete rinnovare, ogni trecentosessantacinque giorni, per tutta la vita». Queste sono le parole con cui Patrick lascia i suoi allievi. Insegna pittura. Ha una classe all’accademia di Belle Arti di Roma. È l’ultimo giorno di lezione. Non ci sarà più l’anno prossimo. Ha chiesto il trasferimento. A Venezia. Per ricominciare. L’ultimo giorno chiede ai ragazzi di disegnare l’amore. Come se lo immaginano. Non importa la tecnica. E anche se lui non potrà vedere le loro opere, li esorta a farle lo stesso. Perché l’artista ogni giorno deve iniziare di nuovo a lavorare dal punto nel quale è rimasto. Patrick torna a casa. Quella città che ama e che ha percorso tanto, anche a piedi, non fa più per lui. Dà un’ultima occhiata al quadro che tiene custodito. Ma la figura della donna sulla tela non c’è più. Sparita. C’è però un biglietto d’amore. Esce. Prende un taxi. Va all’aeroporto. Vede una donna piangere. Si mette a ridere. Sale sull’aereo. Posto ventuno, finestrino. Ventuno, come il giorno in cui è morto suo padre. Che coincidenza…
Massimo Bisotti ha delle doti che vale assolutamente la pena di sottolineare: scrive in modo chiaro, comprensibile, comunicativo ed empatico. Fa appassionare i suoi lettori sin dalle prime righe alla vicenda che ha deciso di raccontare. E al tempo stesso, pur mantenendo una leggerezza che probabilmente a lui, scrivendo, è costata fatica, è profondo. Per questo motivo non è difficile credere che i lettori, che sempre più spesso si trovano a interrogarsi sulla propria passione, quando capita loro di sfogliare autori celebrati diventati la brutta copia di sé, involuti e pretenziosi, gli siano grati. L’indagine e la caratterizzazione psicologica dei suoi personaggi sono forse il pregio maggiore della sua scrittura. Perché anche se alcune peculiarità possono apparire – e lo sono, eccome… - strane, inconsuete, insolite, riesce a dare la sensazione dell’autenticità. Della verità. Ci si immedesima nei personaggi. Forse perché il primo a farlo è stato proprio lui. Ha scavato in profondità nei loro pensieri. E porta chi legge a fare lo stesso.

 

 

 

 
 
 
 
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