Il racconto dell'ingegnere delle anime umane

Il racconto dell'ingegnere delle anime umane
Danny Smiricky è un professore di letteratura. Il suo paese d'origine è la Cecoslovacchia ma per fuggire dall'occupazione sovietica è stato costretto a migrare in Canada, dove insegna in un college. È proprio mentre si trova in classe che a Dan – così lo chiamano gli amici – gli torna in mente una lettera ricevuta molti anni prima dal suo amico Lojza. All'epoca al posto dei russi c'erano i nazisti, e la guerra ancora infuriava. Il paesaggio di quegli anni lontani si confonde con quello bianco e asettico, percorso dalle bufere di neve, del lago Ontario. Ma il professore deve tornare con la mente all'argomento che la studentessa Sheila Ellwood sta cercando di esporre davanti a lui, le relazioni tra Gordon Pym e Moby Dick. Ma a Dan gli è chiaro che il compito che la ragazza ha scritto è stato copiato, perché la fonte è la stessa dalla quale un'altra ragazza, di nome Irena Svensson, aveva copiato poco tempo prima. Lei è di origini svedesi, ostinata nel mentire quando si arrampica sugli specchi cercando di spiegare un argomento che non ha mai studiato. È bella Irena, e se non fosse così tanto più vecchio di lei, Danny Smiricky ci proverebbe...
Il sottotitolo de Il racconto dell'ingegnere delle anime umane recita cosi: Entertainment su vecchi temi: la vita, le donne, il destino, i sogni, la classe operaia, le spie, l'amore e la morte. L'ossimoro, la figura retorica che associa due termini di significato opposto, è presto spiegato: un entertainment era, negli spettacoli di una volta, un breve intervallo corrispondente al genere del varietà, uno stacchetto leggero, comico, divertente; ma, prima di tutto, il romanzo di Josef Škvorecký è tutt'altro che breve (quasi mille pagine), e poi i temi su cui si incentrerebbe questo piccolo “intrattenimento” sono tutt'altro che leggeri. Solo gli ultimi due, l'amore e la morte, basterebbero a tracciare un filo conduttore che parte dalle origini della letteratura e arriva ai giorni nostri. D'altra parte questo modo di affrontare le cose è tipico del protagonista del romanzo. Non che il vecchio Danny Smiricky prenda le cose alla leggera, ma la sua voce (il libro è scritto tutto in prima persona) è capace di affrontare certi argomenti con il tono di chi nella sua vita ha già visto tutto quello che poteva vedere. Disilluso e disincantato, questo professore di letteratura pieno di nostalgia, racconta al lettore le condizioni del migrante, di chi è lontano da casa e, ogni secondo della sua vita, torna con la mente ai luoghi e alle facce di un volta. Il romanzo infatti è un continuo alternarsi tra il presente di Dan – tra aule e lezioni, studentesse e paesaggi nevosi – e il suo passato – evocato attraverso i suoi ricordi ma anche e soprattutto attraverso le lettere che, nel corso degli anni, gli hanno spedito i suoi amici. Così, tra mille volti ed episodi, il lettore vede scorrere davanti ai suoi occhi la storia della ex Cecoslovacchia: l'occupazione nazista, la guerra, le deportazioni, il comunismo, la vita operaia. Uscito per la prima volta nel 1977 Il racconto dell'ingegnere delle anime umane è un grande romanzo corale, fatto della stessa pasta dei grandi romanzi russi dell'ottocento e che trova, nella vita dell'autore, la materia prima del quale è composto. Josef Škvorecký infatti ha molto in comune con il suo protagonista, nato in Cecoslovacchia nel 1924 e, già tenuto d'occhio dal Partito Comunista, è costretto a fuggire una volta per tutte in Canada dopo la repressione della primavera di Praga nel 1968. Inoltre, proprio come Dan, anche l'autore insegna letteratura all'università. Un tema, questo della letteratura, che non a caso pervade l'intera opera (ogni parte del libro è dedicata ad uno scrittore). La meta-letteratura entra in gioco a partire dal titolo del romanzo, mutuato dalla definizione che proprio Stalin diede degli scrittori: “ingegneri delle anime umane”. Ironica e sottile rivalsa questa di intitolare un libro con le parole di chi è stato per una vita la causa principale delle proprie sventure!

 

 

 
 
 
 
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