Il Re del mondo

Nel 1910 viene pubblicata postuma l’opera incompiuta di Saint-Yves d’Alvydre Mission de l’Inde - apparentemente un racconto di viaggi immaginari - contenente la descrizione di un “centro iniziatico misterioso” indicato con il nome di Agarttha. Il libro passa inosservato, ma nel 1924 Ferdinand Ossendowski pubblica il suo memorabile Bestie, uomini e dei, reportage di un periglioso viaggio in Asia Centrale compiuto tra 1920 e 1921, che contiene numerosi particolari del tutto simili a quelli raccontati da Saint-Yves d’Alvydre, con l’aggiunta della clamorosa rivelazione dell’esistenza di “un mondo sotterraneo, le cui ramificazioni si stenderebbero dappertutto, sotto i continenti e anche sotto gli oceani, e per mezzo del quale si stabilirebbero invisibili comunicazioni fra tutte le regioni della Terra”. Tale mondo ipogeo si chiamerebbe Agharti e sarebbe guidato da un’autorità iniziatica oltre che politica, il Re del mondo. Per i più si tratta solo di un plagio, o al massimo di un fantasioso pastiche di leggende locali. Non per René Guénon, che non si accontenta di queste spiegazioni (o almeno non le considera esaustive) e su queste premesse apparentemente fragili fonda un certosino e brillante lavoro di ricerca e analisi delle culture vedica, tibetana, cristiana, norrena, musulmana ed ebraica…
Stile scintillante e perfettamente comprensibile, approccio sincretico originale e fascinoso, con parallelismi arditi e inediti (per esempio tra gruppi etnici orientali “a carattere molto chiuso” e ordini cavallereschi medievali) tesi a rintracciare una matrice arcaica comune a tutte le culture del mondo non tanto dal punto di vista linguistico e antropologico, quanto dal punto di vista esoterico e spirituale. Ecco i segreti del fascino indiscutibile di questo saggio: al centro la figura leggendaria che dà il titolo al libro, “sacerdote e re al tempo stesso”, sorta di intermediario tra mondo fisico e metafisico, un po’ messia un po’ burattinaio che ha dato origine nel XX secolo a numerose teorie del complotto o ipotesi fantasiose qui assolutamente non presenti. Interessante la polemica sul significato dello “swastica” (al maschile), prima di Guénon unanimemente ritenuto un simbolo solare e che da questo momento in poi assume il significato di un “movimento di rotazione che si compie attorno a un centro o a un asse immobile”. E quel centro, quel polo è proprio lui, manco a dirlo: il Re del mondo.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER