Il respiro del buio

Il respiro del buio
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Nicolai non deve più sparare agli arabi, ai barbuti, come vengono definiti i mujaheddin ceceni dai soldati russi. Il suo turno di due anni da cecchino nel reparto scelto dei sabotatori durante la seconda guerra di Cecenia è finalmente giunto alla conclusione. Ma subito dopo il congedo, il suo passato da soldato è stato cancellato da un ufficiale dell’esercito: nessuno deve sapere cosa sia successo realmente in Cecenia, perché lì si è combattuta una guerra sporca, ai limiti delle convenzioni internazionali. L’opinione pubblica russa, inoltre, non ha ma approvato questo intervento militare, che sta costando troppe vite e Nicolai si rende conto di quanto un veterano di Cecenia sia mal visto dalla gente. Al suo rientro a Bender, la sua città natale, il disprezzo delle persone e i fantasmi di un passato doloroso obbligano l’ex soldato a passare le sue giornate chiuso in casa, barricato dietro un divano ribaltato, con gli occhi sbarrati e una granata in mano sempre pronta all’uso per paura che qualcuno irrompa nella stanza. La guerra ha lasciato un solco indelebile e il disturbo post traumatico da stress diventa insopportabile: l’unica cura sembra essere quella di passare del tempo con il nonno, a caccia nei boschi della Siberia, per ritrovare la pace interiore. Ed ecco che Nicolai trova la forza di reagire e decide di comporre quel numero di telefono datogli dall’ufficiale al momento del congedo; trova immediatamente lavoro grazie alla sua preparazione militare in un’agenzia di sicurezza privata di San Pietroburgo, al servizio di un ricco e potente oligarca con un passato nel KGB. Ma per Nicolai inizia una nuova guerra, quella con il figlio del suo datore di lavoro, un ragazzo viziato e strafottente. Così l’ex cecchino si trova catapultato in un complotto molto più grande di lui; una vicenda in cui conosce la bella Anna…

Il respiro del buio, come afferma Nicolai Lilin, rappresenta l’ideale conclusione della sua trilogia siberiana. Dopo Educazione siberiana, in cui ci viene raccontata la sua infanzia passata in compagnia dei “Criminali Onesti”, e Caduta libera, in cui viene narrata la sua discesa nell’inferno della guerra di Cecenia - fatta di tensione quotidiana e violenza gratuita, ne Il respiro del buio l’autore affronta il tema del difficile reinserimento nella società dopo la traumatica esperienza bellica. Un fattore che accomuna molti ex soldati, i quali continuano a portarsi dentro gli orrori della guerra anche dopo molti anni, rappresentando una minaccia per sé e per la pace e le coscienze altrui. Il tutto raccontato con lo stile tipico dello scrittore di Bender: asciutto, senza fronzoli e immediato, anche se questa volta il lettore viene immerso in descrizioni psicologiche molto più articolate. Questo romanzo di formazione sui generis, nel suo lungo percorso emotivo, è divisibile in tre sezioni principali, diverse per ritmo. La prima è molto cupa e rappresenta il rientro alla vita civile del protagonista, in cui tutto sembra surreale e in cui possiamo trovare delle somiglianze con La paga del soldato di William Faulkner. La seconda incarna l’illuminata rinascita temprata dal freddo della Taiga siberiana e venata di magia e leggende popolari. La terza è infine la parte legata all’azione in cui troviamo numerosi echi cinematografici à la La promessa dell’assassino con Viggo Mortensen. Da non perdere.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER