Il respiro della marea

Il respiro della marea
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Lorient, Nord ovest della Francia, 1992. La bassa marea scopre, sulla spiaggia, un cadavere. È Maurice Toussaint, un barbone, con la tracolla della sua bisaccia impigliata ad un tronco. A trovarlo Aimable Maugracieux che, una volta assicuratosi da avere dinanzi un uomo morto davvero, chiama la polizia. Mary Lester è l’ispettore a cui è affidato il caso ed il primo ad essere interrogato è proprio Aimable, che le rivela il passato da raccoglitore di lumache di Tautousse, come gli amici chiamavano il defunto, noto per essere molto spesso ubriaco. Tutti, e soprattutto l’ispettore capo Marc Amédéo, ritengono si tratti semplicemente di un incidente. Eppure l’ispettrice decide di attendere qualche giorno prima di chiudere il caso, nella speranza di ottenere gli elementi utili a convincerla. Mentre è assorta nei suoi pensieri, entra nel suo ufficio la signora Sallabert per denunciare la scomparsa del marito, direttore del centro commerciale cittadino e appassionato di judo. Tutti, e soprattutto l’ispettore capo Marc Amédéo, ritengono si tratti semplicemente di una fuga. Anche l’interrogatorio di Francis Le Gwen potrebbe essere uno degli elementi di un furto portato a segno da un gruppo di teppistelli. Ma a Mary non sfugge la scritta sul furgone che riporta il nome del centro commerciale cittadino. Una coincidenza? L’ispettrice è convinta che i casi degli ultimi giorni siano, in qualche modo, legati tra loro e decide di proseguire le indagini da sola…

Il respiro della marea, pubblicato in Francia 1992 e uscito per la prima volta in Italia nel 2004 con il titolo Omicidio a Lorient, lancia la prima indagine per Mary Lester, giovane ispettrice tirocinante, combattuta tra il suo istinto e la sua perspicacia, e un ambiente fortemente maschilista che la ostacola. Primo romanzo di una lunga serie: quaranta romanzi che, dopo il successo di pubblico, diventano, nel 1998 in Francia una altrettanto fortunata serie televisiva. L’ambientazione bretone (lenta, uggiosa e misteriosa) e lo stile semplice e diretto, i numerosi dialoghi e un intreccio lineare, ne fanno un romanzo leggibile e scorrevole. Manchevole la costruzione dei personaggi (tratteggiati solo superficialmente e deludenti per scarsità di elementi utili ad una maggiore loro conoscenza) e la penuria di descrizioni utili a sostenere il plot e ad arricchirlo di elementi di contesto e di ritmo. L’ironia che arricchisce il romanzo di Jean Failler, scrittore appassionato di mare quanto di letteratura, pareggia la scarsità di azione che ci si aspetta da un romanzo giallo. Leggero e godibile, Il respiro della marea si rivela un romanzo abbordabile per ogni tipo di lettore. Purché non abbia grosse aspettative.



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