Il ricordo e altri racconti inediti

Il ricordo e altri racconti inediti
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Un uomo malaticcio e depresso decide di curarsi nella stazione termale di Esparnan-les-Bains. Nulla sembra aiutare il suo stato di salute fino a quando incontra un personaggio con una strana mania: raccogliere pezzi di carta per seppellirli come se fossero nefasti ricordi… Sul palcoscenico di un teatro, all’interno del castello di Fontefrède, antica dimora del marchese de Marvoisin, giacciono due manichini, “uno vestito con un costume da pastorella, l’altro con un abito da Arlecchino”; sono due fantocci che rappresentano rispettivamente i corpi di Mme de Marvoisin e M. de la Gironnerie, due amanti la cui morte violenta è avvolta nel mistero… Reso omaggio a Gesù, i Re Magi devono fare ritorno a casa, il viaggio però si dimostra difficoltoso per via della morte di molti dei loro cammelli, della scomparsa della stella cometa e della scarsità di cibo. E anche il rientro nei rispettivi regni non sarà facile e porterà cambiamenti… Alla morte del califfo Hassan, i suoi figli, i principi Alì e Akbar, sono liberi di uscire dalla prigione in cui erano stati rinchiusi. Ma se in un primo momento la libertà li rende felici, con il passare del tempo si fa strada l’insoddisfazione. Alì decide allora di cercare il “mercante di felicità”. Sarà un incontro illuminante…

Questo libriccino, che si esprime in sole quarantuno pagine, è un concentrato di bellezza. Somma di quattro racconti assai brevi, ma innervati da un’intensa portata contenutistica, l’opera si muove tra il reale e l’irreale, tra il certo e l’incerto, tra l’evidente e l’enigmatico, sorprendendo, affascinando, suscitando riflessioni. Le storie qui custodite narrano avvenimenti “[…] dove il realismo e il fantastico si nutrono in un’acuta analisi psicologica che attraversa le epoche. Risvegliare il passato sembra proprio essere il segreto della scrittura di Régnier: è la sua visione speculare del tempo a creare la profondità del mistero e a farci condividere il piacere di un’altra dimensione della vita” (così Angela Calaprice nella postfazione). I fatti e i personaggi sono infatti lontani nel tempo, ma appaiono attuali e vicini, perfetti nel muovere grande empatia. Bellissimo è anche il raccontare di Henri de Régnier. La pregiata sostanza che plasma i racconti trova difatti espressione in una piacevolissima forma che si manifesta in periodi brevi, lineari, chiari, immediati, ricamati con un prosare raffinato. Suggerisce bellezza anche la custodia di queste storie che vivono in un libretto dalla deliziosa consistenza: pagine color avorio che soddisfano (per corposità) il tatto e che sono raccolte in una copertina di cartone leggero, vestito di raffinatissima ocra. Che dire. Chapeau alle Edizioni Via del Vento per averci omaggiato con questo presente decisamente charmant.



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