Il rimedio universale

Il rimedio universale
Brasile 1970.  José Gamos de Andrade, conosciuto come Ze Bonitinho, lavora nella stazione della FAO sulle rive del fiume Tapajoz. Ha quarantotto anni e ha vissuto sempre nella foresta amazzonica, imparando a conoscere le sue leggi ed i suoi segreti. Completamente analfabeta ma dotato di un senso pratico e di un coraggio fuori dal comune, Ze diventa l'uomo di fiducia di Charles Reeds,  un nordamericano a capo della stazione. I due non potrebbero essere più diversi soprattutto perché Reeds è un uomo pratico e concreto e Ze crede incondizionatamente nella magia racchiusa nella foresta ed in particolare in un albero misterioso le cui foglie hanno il potere di curare miracolosamente. Ben presto Reeds dovrà ricredersi: questa pianta non solo esiste veramente ma l'intruglio ottenuto dalle sue foglie ha un potere curativo e ipnotizzante così potente da riuscire a convincere anche uno scettico come lui. Ma quello che per Ze è semplicemente un dono della foresta, diventa agli occhi dell'uomo occidentale una gallina dalle uova d'oro: come nel gioco del domino, la scoperta di Reeds innesca un complicato meccanismo di interessi e spionaggi intercontinentali che in poco tempo farà scoppiare una vera e propria guerra per ottenere il terribile decotto...
Daniel Chevarria, uruguaiano, vincitore tra gli altri premi del Premio Nazionale di Letteratura di Cuba, sua patria d'adozione dal 1969, sa perfettamente cos'è l'avventura, avendo vissuto egli stesso una  vita degna di un romanzo: attore di teatro, cercatore d'oro, infermiere , contrabbandiere e guerrigliero sono solo alcune delle “professioni” esercitate prima di diventare scrittore. È per questo che ne Il rimedio universale si respira l'aria - inconfondibile e purtroppo molto rara - dei romanzoni d'avventura d'altri tempi, quelli che racchiudono nelle loro pagine mezzo mondo e che avvolgono il lettore nel loro intreccio ingarbugliato e intrigante. Reso ancora più avvincente dall'alternarsi continuo di narratori, ambientazioni e di stili narrativi contrapposti, Il rimedio universale sviluppa la sua complessa trama tra l'America e l'Europa e racchiude tra le sue pagine buona parte del XX secolo. La Grande Storia si mischia con le piccole storie della gente comune: tra indigeni, aviatori, cercatori d'oro, avvocati, militari e spie, si delinea davanti agli occhi del lettore l'incredibile operazione geopolitica mondiale battezzata curiosamente “Usher” (il rimando al racconto di terrore di Edgar Allan Poe La caduta degli Usher è palese e suggerisce risvolti più che pericolosi). Coinvolgente e mai scontato, non potevamo chiedere di più.

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