Il risveglio

Il risveglio
2006. Nathaniel 'Nate' Sheenan, cardiologo californiano molto impegnato sul fronte sociale e politico, ha appena finito di fare la spesa al supermercato con la moglie, incinta di tre mesi e anche lei medico. Al parcheggio, mentre i due stanno caricando le buste sull'automobile, un ragazzino ispanoamericano si fa avanti e punta con mano tremante una pistola verso la coppia chiedendo “Dinero, dinero”: Sheenan cerca di farlo ragionare e poi approfittando di un attimo di distrazione del giovanissimo rapinatore cerca di disarmarlo, ma invano. Bang! Bang!! Il cardiologo si accascia al suolo rantolando in un lago di sangue, colpito al petto. La moglie capisce subito che non c'è più nulla da fare, e tenta una carta disperata: si attacca al telefonino e prima che arrivi l'ambulanza chiama i colleghi che si occupano di crioconservazione dei tessuti, fa rimuovere il cadavere, espiantare testa e spina dorsale e lo fa ibernare. Naturalmente una storia così romantica e macabra non può non finire sui media, e la donna deve affrontare polemiche, accuse, denunce: ma tiene duro. Sente di doverlo al povero Nate, che – ironia della sorte – era così scettico sulle possibilità concrete di ibernare un corpo e riportarlo in vita anni, decenni, secoli dopo. 2037. L'Istituto per la Ricerca Criogenetica di Pasadena è uno dei pochi edifici rimasti in piedi dopo il disastroso terremoto del 2012, che assieme a un devastante tsunami ha spazzato via tutte le città costiere della California, uccidendo tra i tanti anche Mary Sheenan. Il sindaco Villaloboz e suo figlio Marco si recano a visitare la Testa, ormai una sorta di attrazione turistica, in attesa che la scienza riesca a rianimare i corpi ibernati e non solo i singoli organi, tecnica che ormai è standard grazie alle nanotecnologie. Il ragazzino rimane colpitissimo dalla visione della testa ibernata, e molti anni dopo, quando diventa Presidente degli Stati Uniti, fa congelare il padre e dà un fortissimo impulso alla ricerca nel campo. È il 2070, e l'azienda biotech Icor tenta il grande passo:impiantare la testa di Nathaniel Sheenan sul corpo di Duane Williams, un giovane condannato a morte per stupro e omicidio, e rianimare l'essere patchwork. L'esperimento riesce, e incredibilmente Nate si risveglia in un mondo diversissimo da quello che ha lasciato 64 anni prima: l'ambiente è devastato, gli animali sono quasi tutti estinti, epidemie e inquinamento hanno ucciso milioni di persone, sono in vigore leggi molto restrittive quasi su tutto ma in compenso il cancro è stato sconfitto, il cervello non ha più segreti e parte della popolazione è costituita da una casta di individui geneticamente modificati fisicamente perfetti. Il resuscitato deve imparare a far convivere la sua mente e il suo corpo, accettare il suo nuovo mondo e che il suo passato è morto, e forse capire che il suo omicidio non è stato casuale come si pensava...
L'autrice – ex giornalista dell'Evening Standard e conduttrice di tg per Thames TV prima di diventare produttrice e regista di documentari per BBC e Channel 4 - sostiene che l'idea di base per il romanzo gli è venuta assistendo a una noiosa conferenza sul cervello.  Ma di certo Il risveglio noioso non lo è affatto, e ti inchioda alla sedia con un mix di spunti già noti (echi di Stephen King, Orwell, Huxley, Mary Shelley, Philip K. Dick sono facilmente rintracciabili qua e là) che la Jenkins rende funzionali a una amara ucronia fanta-ambientalista che è anche un thriller serrato, una satira sul mondo dei media, un pamphlet contro la pena di morte e dulcis in fundo una struggente storia d'amore: c'è dentro talmente tanta roba che qualcosa che ti piace alla fine lo trovi per forza.

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