Il ritorno

Il ritorno
Dopo 3 anni di prigione per un omicidio colposo durante una battuta di caccia, Simon torna al suo paese d'origine, tra le montagne del Cantone svizzero dei Grigioni, ma non trova più quello che aveva: la moglie è morta, il figlio è emigrato negli Usa, la casa dove è cresciuto è stata venduta, e ora ci abita una giovane donna straniera che non ha mai visto. I compaesani lo accolgono con diffidenza, con vergogna quasi, gli abitanti più influenti del paese del resto li ha sempre avuti contro, sin da quando anni prima li aveva accusati di aver incendiato una baracca dove viveva una famiglia di zingari. Ormai senza passato e senza futuro a 65 anni, Simon accetta un lavoro da tagliaboschi nella zona più selvaggia della valle. Si trasferisce in un piccolo capanno nel bosco e si prepara ad affrontare un inverno terribile. Ma dopo qualche giorno lontano dalla compagnia degli esseri umani, comincia ad avere la strana sensazione di non essere davvero solo: chi si nasconde nel buio del bosco?
Finalmente tradotto in italiano (grazie al prezioso e difficile lavoro di Marcella Palmara-Pult) uno dei capolavori della letteratura romancia: il romancio, idioma caratteristico della Svizzera italiana, è parlato da meno di 70.000 persone e a sua volta suddiviso in 5 idiomi. Lingua e cultura di uomini di montagna, abituati alla solitudine e al silenzio. Temi che infatti sono il cuore de Il ritorno, splendido apologo sull'incomunicabilità umana nel quale ai personaggi è lasciata un'unica scelta: vivere in comunità schiacciati dai sensi di colpa e dai ricatti reciproci, o in esilio, con la sola compagnia della pietra e dell'acqua, del lupo e del legno, del vento e del ghiaccio.

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