Il ritorno del Duca

Il ritorno del Duca
Un invecchiato Duca Lamberti fa giustizia a modo suo; il figlioccio di Mascaranti scompare misteriosamente; un 'ammiratore' di Lamberti confonde l'omicidio con l'eutanasia; il Duca interroga un presunto omosessuale; Scerbanenco nello studio medico di Lamberti; in uno stesso palazzo avvengono quattro morti misteriose; un giovane Duca incontra Arthur Jelling a piazzale Loreto; Lamberti sceglie la professione medica a tempo pieno...
A quarant'anni dalla prima folgorante apparizione di Duca Lamberti nel romanzo Venere privata, la Garzanti rende omaggio, attraverso questa antologia curata da Gian Franco Orsi, al celebre personaggio uscito dalla penna di Giorgio Scerbanenco, il padre del noir all'italiana. Il curatore della raccolta (famoso tra l'altro per essere stato a lungo direttore della collana “Il Giallo Mondadori”) ha radunato per l'occasione sedici tra i più famosi giallisti italiani (tra cui Alan D. Altieri e Carmen Iarrera) invitandoli a mettersi nei panni di Scerbanenco per offrire al lettore una serie di racconti 'apocrifi' con Duca Lamberti come protagonista. Orsi, per dare un valore ancora più grande a questa operazione, ha inoltre incluso a inizio volume gli abbozzi, fino ad ora inediti, di due romanzi incentrati sulla figura di Duca Lamberti che Scerbanenco aveva progettato senza riuscire a portarli a termine. I due 'riassunti', intitolati rispettivamente “I pulcini e il sadico” e “Le sei assassine” (del quale ci viene proposto anche il primo capitolo), ci mostrano un Duca più in forma che mai e finalmente sposato con l'amata compagna Livia Ussaro. Tutto ciò contribuisce sicuramente a far crescere, nell'animo del lettore, il rimpianto per la prematura scomparsa dell'autore, tuttavia fra i sedici giallisti emerge uno scrittore che più degli altri è riuscito ad immedesimarsi nel ruolo assegnatogli. Si tratta di Giancarlo Narciso, il vincitore dell'edizione 2006 del premio Scerbanenco, che sceglie di ambientare il suo racconto (intitolato “Salto nel buio”) proprio nel 1969: un anno davvero cruciale, segnato, oltre che dalla scomparsa dello scrittore di origine ucraina, dalla strage di piazza Fontana. Narciso decide quindi di intrecciare l'indagine condotta da Lamberti proprio con quel tragico episodio della storia italiana, regalandoci, attraverso questa brillante intuizione letteraria, il migliore racconto dell'intero lotto che peraltro, se non fosse firmato da Narciso, sarebbe davvero difficile riconoscere come 'apocrifo'.

Leggi l'intervista a Gian Franco Orsi

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER