Il ritorno e altre prose

Il ritorno e altre prose
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Articolo di: 

Dopo tanti anni di assenza è il momento di tornare, recuperare il filo interrotto dei dialoghi, ritrovare i volti del passato, le strade, gli incroci. È bello tornare a casa dopo tanti anni, tutti che ti salutano e quasi sembra che non sia passato il tempo, la città è sempre la stessa. Ma poi no, sai, qualcuno ha pensato che nel libro facessi delle allusioni a questo o quest’altro e quindi magari un pochino di resistenza oggi si sente… Lo studio legale Paget&Page è al trentasettesimo piano di un grattacielo, ha un ingresso tutto di marmo, è elegante e silenzioso. Quando arrivi davanti a uno dei due titolari, che da quattro generazioni portano avanti insieme lo studio, ti viene normale parlare di giustizia. Ti aspetti che un avvocato così possa capirti, illuminarti. Però poi lo vedi che comincia a passare in rassegna le carte, che non è eticamente infervorato, e finalmente comprendi ciò che lui ha già compreso, cioè che la giustizia non ha nulla a che fare con la legge e che nello studio legale si parla di legge, non di giustizia… Ecco il Panino del Povero Diavolo, solo un decino, con manzo oppure ostriche, se la stagione è buona, una meraviglia che solo a New Orleans. Washington, la casa bianca, l’Obelisco, tutto bello e illuminato. Roba per turisti, diciamocelo, che quelli di qui non che ne vedano tutta sta poesia. A Boston i poliziotti sono così belli adesso, giovani e in forma, con le loro belle divise. Ci vuole un po’ di controllo in giro, ci vuole… Stiamo aspettando la nostra star, qui a Hollywood, eccola, sta venendo verso di noi, la folla ammassata reagisce come un unico corpo gelatinoso, tutti avanti tutti indietro, e lei passa, veloce, sorridente, impalpabile…

Una sfortunata, precoce morte, avvenuta nel 1938 a soli 38 anni, ha tolto a Thomas Wolfe l’opportunità di occupare un posto decisivo nella letteratura americana e stare tra i grandi della beat generation. Non che sia stato un “minore”, anzi, col suo stile da cantore di strada trasognato e malinconico ne è stato semmai un ispiratore, un precursore dai modi gentili, grazie anche al fortunato incontro col famosissimo curatore editoriale e scopritore di talenti Max Perkins. Ma il destino, davvero, non è stato generoso con lui, che già in giovanissima età aveva dovuto affrontare i lutti per la perdita dei due fratelli e del padre, ispiratore della sua passione per la letteratura. Scrittore precocissimo e molto prolifico, lo ritroviamo qui con tre piccoli scritti, emblematici del suo stile e del suo modo intimo di intendere la scrittura. Nel terzo soprattutto, Prologo all’America, c’è tanto di lui, il suo cantare l’America in maniera personale, non epica ma semmai poetica, con quella ricerca degli stati d’animo che affiorano anche nelle situazioni più piccole. Una scrittura che ricorda i quadri degli impressionisti, più attenta al filtro che all’oggetto della scrittura. Questo testo ci offre una lettura breve, giusto un assaggio per scoprire, o riscoprire, un autore forse poco conosciuto ma interessante, dalla personalità complessa, la penna straripante e una urgenza di scrivere che lo avvicina, nell’ispirazione, al Proust di Alla ricerca del tempo perduto.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER