Il romanzo delle crociate

Il romanzo delle crociate

Marzo 1148, Baalbek, Libano. Nelle polverose pianure appena fuori la città si sta svolgendo una partita di polo. Ci sono diversi ragazzini a giocare, ma su tutti spiccano Yusuf e suo fratello Turan. Il primo è magrolino, ha dieci anni e soffre d’asma. Il secondo è robusto, ha dodici anni e la prepotenza fisica del fratello maggiore. Proprio per questo non accetta di perdere la partita, soprattutto perchè a batterlo è stato proprio Yusuf. Mentre stanno per venire alle mani arriva un servo del loro padre, Najm ad-Din Ayub, che li invita a tornare a casa. È arrivato loro zio Shirkuh. Le notizie che porta sono sconcertanti: i Franchi hanno scatenato una crociata volta alla conquista della Terra Santa, e probabilmente servirà l'aiuto di Ayub, Turan e Yusuf... Aprile-giugno 1148, Acri, Israele. I Franchi sono appena sbarcati dalle navi: tra di loro vi è anche un sassone, John di Tatewic. Ha ucciso il fratello in patria e ora sta cercando la redenzione con la crociata. Appena arrivato, tutto l’esercito non perde tempo, serra le fila e marcia verso Damasco. Fin da subito John si inimica il suo capo, Reynald, ancor di più quando lo vede ricevere un sacco da un mamelucco durante una notte di veglia. John scoprirà nella battaglia del giorno seguente che il coraggio non è sempre premiato e che ci sono cose su cui è meglio chiudere occhio. Ma più di tutti, che gli aiuti arrivano sempre dalle persone più inaspettate...

Jack Hight, scrittore laureato in storia ad Harvard, decide di affrontare il racconto dell’ascesa del Saladino e della terza Crociata da un insolito punto di vista: non dalla parte dei cristiani, come è solito accadere nella narrativa occidentale, ma basando la sua intera trilogia sulle cronache di un certo Yahya al-Dimashqi (nel libro si tratterebbe di John) probabilmente vissuto alla corte dello stesso sovrano musulmano. La trilogia, composta da Il signore delle crociate, Il signore delle battaglie e Il signore della Terra Santa, compone ascesa e declino del Saladino: da quando era solo il giovane Yusuf, maltrattato dal fratello Turan, fino a quando è morto lasciando ai suoi figli Aleppo, Il Cairo, Damasco e Gerusalemme in eredità. In mezzo, ci sono le numerose battaglie da lui combattute, i vari tradimenti e l’avvincente racconto della Crociata, che ha visto avversari il condottiero musulmano e un’altra figura leggendaria, Riccardo Cuor di Leone. Ma sopra alle vittorie, la gloria ed il potere c’è una cosa ben più importante: l’amicizia. Quella che lega Yusuf a John, filo conduttore dell’intera trilogia: non è mai scontata e più di una volta lascia il lettore a bocca aperta. Sebbene le Crociate siano un tema visto e rivisto e lo sfondo storico sia un argomento approfondito da numerosi studiosi, questo è un libro che dovrebbe leggere chiunque. Perché al di là della bellezza stilistica e della precisione nei dettagli storici, risuona tra le pagine con forza un messaggio: quello del valore della convivenza, della tolleranza. “Cum-vivere” è un verbo latino che significa vivere insieme armoniosamente, anche se si è diversi per lingua, razza e religione. In tempi come questi, sarebbe la ricetta per spazzare via molti conflitti dal nostro pianeta.



 

 

 

 
 
 
 

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