Il romanzo incompiuto di Sofia Stern

Il romanzo incompiuto di Sofia Stern
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Sofia ha l’illuminazione la prima domenica d’autunno del 1938. Sa come portare i loro gioielli al di là dei confini tedeschi e garantire, a lei e a Klara, una vita dignitosa anche all’estero; la data della partenza è fissata per il 10 novembre e i biglietti per il Brasile già acquistati. Due biglietti sulla stessa nave ma per due classi diverse: Klara in prima, lei in terza per non suscitare troppi sospetti. Sono amiche da una vita loro due, da quando — in una giornata piovosa ad Amburgo — Klara è entrata nella sua classe e ha preso il suo posto, perché “purissima razza ariana”. Così simili per aspetto fisico, bionde e con gli occhi azzurri, si ritengono sorelle: se non fosse che una è ebrea. La loro amicizia ha resistito al regime nazista, ai loro genitori, all’indigenza e sarebbe sopravvissuta, Sofia ne è certa, anche alle loro vite così diverse: Klara una stilista di successo, lei un’artista conosciuta non solo per le sue doti canore ma soprattutto per quelle sfoggiate in camera da letto. Per Sofia il loro è un destino comune e così, dopo tanti anni, progettano la loro fuga in sud America. L’impiegata brasiliana che le ha procurato i passaporti non ha fatto domande su quel viaggio organizzato in gran segreto. Del resto, c’è poco da spiegare. A Berlino “già suonano i tamburi della guerra” e restare in Germania è una follia. Ancor di più lo è per due donne, una ebrea e l’altra sospettata di aver assassinato un tenente delle SS. Sofia e Klara devono assolutamente imbarcarsi, costi quel che costi…

Il secondo romanzo dello scrittore brasiliano Ronaldo Wrobel attinge a piene mani dal passato della sua famiglia, di origini ebree ed emigrata in Brasile. Una voce narrante – il nipote della protagonista – conduce la storia con ritmo incalzante: insieme a lui, si viene portati nella spirale degli avvenimenti che i protagonisti hanno vissuto o che si accingono a vivere. Senza giudizi ma con una descrizione spietata, Wrobel è in grado di restituire la pesantezza del regime nazista tedesco: la paura, l’apprensione, la voglia di rivalsa che Sofia e Klara vivono vengono trasmessi anche al lettore, immerso completamente in quel mondo. I personaggi vengono descritti solo attraverso un elemento che li caratterizza – dettagli, tic, colore dei capelli — lasciando il resto all’immaginazione. Nonostante i numerosi salti temporali (si passa dal periodo della Seconda guerra mondiale a quello contemporaneo per poi tornare indietro nel giro di pochi capitoli e, in alcuni casi, di poche pagine) la scrittura procede fluida e sopperisce ad alcune mancanze narrative, come la debolezza dell’escamotage usato per spiegare la fuga di uno dei protagonisti dal campo di concentramento di Dachau. Un romanzo ben scritto, in grado di restituire la bellezza di un legame puro come quello di Sofia e Klara e allo stesso tempo di mostrare le atrocità che portò con sé l’avvento del Terzo Reich. Senza risultare mai pesante, mantiene la leggerezza e la freschezza che solo un rapporto di amicizia profondo può avere.



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