Il romanzo osceno di Fabio

Il romanzo osceno di Fabio
“Fabio la notte precedente aveva sfondato la Marchesa, facendole assaporare tutti i piaceri cui entrambi erano soliti accostarsi”. Si sono conosciuti per caso in un affollato caffè. Lui ha 36 anni. Lei dieci di più. È disoccupato Fabio, ma da sempre aspira a fare il regista. Mette da parte i soldi per andare un giorno a Roma dove spera di trovare lavoro. E intanto vive con i genitori. La Marchesa se n'è innamorata appena l'ha visto. Ha un marito la Marchesa, un potente uomo d'affari che raramente torna nel paese in cui vive la moglie. Quel giorno al bar Fabio vede la Marchesa seduta in compagnia di alcune amiche e non appena nota i suoi occhi incrociare il suo sguardo, non può fare a meno di infilarsi una mano nella tasca dei pantaloni e iniziare a masturbarsi. Lei se ne accorge, liquida le amiche, gli si avvicina e gli chiede di seguirlo. Lì inizia tutto. Lì comincia per entrambi soprattutto l'inizio della fine...
Lui, il giovane squattrinato che sogna di fare il regista. Lei, la ninfomane ricca e annoiata. L'altro, il facoltoso marito di lei che i due amanti decidono di eliminare. Sembrerebbe il più classico dei cliché narrativi noir, se non fosse che Luciano Pagano – blogger della prima ora, scrittore e ora grazie a Musicaos:ed anche editore - questo ménage à trois ha deciso di scriverlo in tweet. Già, proprio così. Primo caso in Italia di romanzo scritto in 140 caratteri (non primo in assoluto visto che negli Usa il primo è di Jennifer Egan), questo Il romanzo osceno di Fabio è una rasoiata in gola che dapprima ti fa rabbrividire di sottile piacere al passaggio caldo della lama contro la pelle e solo dopo, quando è ormai troppo tardi, ti fa rendere conto del segno indelebile che ti ha lasciato. Un romanzo geniale, che si legge in una manciata di minuti: minuti nei quali è assolutamente impossibile distogliere lo sguardo dalle pagine, dove è incredibile la maestria dell'autore nel condensare sensazioni ed emozioni tanto intense in centinaia di brevissimi fotogrammi. Pagano, che l'ha pubblicato dapprima sul social network dell’uccellino blu raggiungendo cifre di follower da capogiro, poi ne ha volutamente oscurato il profilo per farne un ebook prima e una versione cartacea adesso (in versione addirittura bilingue), è la dimostrazione che si può fare letteratura coniugando qualità e sperimentazione e che la tecnologia, i social, possono essere, se utilizzati come forma di espressione, un ottimo strumento narrativo. Che insomma lì fuori, nonostante tutto, c'è ancora vita!

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