Il sacco di Roma

Il sacco di Roma
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

“L’Italia del Rinascimento e della prima Età Moderna non è stata solo palcoscenico per artisti e fucina di letterati, ma anche terreno di conquista per sovrani ambiziosi e campo di battaglia di guerre devastanti”. Numerosi eventi hanno contribuito all’aggressione subita dalla città di Roma nel 1527, frutto della situazione politica maturata in Italia negli anni precedenti. La penisola infatti era messa a ferro e fuoco da bande di armati legittimate dai pontefici che si erano succeduti, utilizzate per rappresentarne gli interessi contro la Francia. La figura papale aveva perso di credibilità a causa dell’avidità di potere e ricchezza e all’esempio di vita dissoluta offerto da Alessandro VI Borgia. Un colpo ulteriore lo aveva subito con gli atteggiamenti aggressivi e dispotici di Giulio II. In questo contesto avanza ad ampie falcate la figura di Carlo V con la sua idea di impero universale e la necessità di attenuare il potere del nuovo papa Clemente VII, membro della potente famiglia Medici. A far tremare i polsi del pontefice l’appoggio offerto dalle truppe lanzichenecche all’imperatore, truppe di fede luterana messe in allerta riguardo la cattiva condotta del pontefice e desiderose di infliggere una lezione morale a Roma. E mentre si stipulano accordi sottobanco, mentre scontri e saccheggi mettono a dura prova la resistenza della popolazione, le truppe avanzano affinché la punizione di Roma abbia inizio…

Con una sintesi incalzante e ricca di dettagli utili a comprendere la situazione italiana del periodo preso in esame, Andrea Frediani mostra al lettore come si sia giunti a uno degli eventi più cruenti e difficili da assolvere della storia di Roma. Grande risalto viene dato alla mancanza di coesione e agli intrighi dettati dalla volontà di primeggiare tra le grandi famiglie dei Medici e dei Colonna. Uno spunto interessante lo offre l’opera di Gregorovius Storia della città di Roma nel Medioevo, da cui sono tratte alcune citazioni, altrettanto importanti le celebri raccolte del Guicciardini e del Vettori, nonché numerose lettere e testimonianze scritte da parte di chi quei giorni li ha vissuti. Uno scacco, quello romano, che si poteva certamente evitare ma che la scarsa lungimiranza di Clemente VII e la sua ottusa arroganza ha favorito. Inquietanti gli accenni alle torture e agli scempi a cui è stata sottoposta la popolazione e la foga con cui la soldataglia imperiale ha devastato Roma. Portare alla luce immani ricchezze e paramenti preziosi non fece altro che dimostrare quanto il potere temporale avesse ormai oscurato quello spirituale. E forse si deve a questo la totale mancanza di pietà dei Lanzichenecchi – il termine Landzknecht fa riferimento alla picca utilizzata dai soldati - spinti dalla propaganda di Lutero a considerare il papato italico come culla del male.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER