Il sangue dello scorpione

Il sangue dello scorpione
1666, Roma. Padre Athanasius Kircher, convinto assertore dell'influenza degli astri sulle vicende umane, è da qualche tempo molto preoccupato da ciò che vede accadere nella volta celeste durante le sue osservazioni notturne. Orione e Cassiopea, in allineamento con la Luna e Marte, stanno preparandosi infatti a configurare un'immagine di cui Kircher aveva letto anni prima in un antico testo caldeo: quelle particolari congiunzioni astrali avevano in passato annunciato immancabilmente eventi sanguinosi ed epocali, come il regno di Sennacherib il distruttore, l'avvento di Ciro il Grande, la campagna asiatica di Alessandro Magno. L'Era dello Scorpione sta quindi tornando? Un atroce delitto nella basilica di Santa Maria Maggiore sembra confermarlo: un gesuita è stato decapitato da ignoti. Giovanni battista Sacchi detto Fulminacci, un pittore amico del Kircher, si reca nella chiesa incuriosito dall'efferatezza del delitto. Qui trova un'ambra con uno scorpione incastonato all'interno e schizza alcuni disegni, ritraendo senza saperlo l'assassino, che da quel momento, mentre la catena di delitti continua, si mette anche a caccia di Fulminacci...
Romanzo storico? Thriller? Libro d'avventure? Il ponderoso volume di Massimo Marcotullio è tutto questo, e forse ancora di più, visto il ritmo da commedia grottesca di alcuni passaggi e le venature horror di altri. Lo scrittore pavese è bravo nel dipingere una Roma barocca pericolosa e ricca di mistero, nelle ombre della quale intrighi e violenze esigono un continuo tributo di sangue. Per chi ha apprezzato Dumas e Salgari da bambino (e per chi, come noi, continua ad apprezzarli anche da adulto) una salutare boccata d'aria.

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