Il sapore della vendetta

Il sapore della vendetta
In un alba chiazzata di rosso come il sangue marcio Monza Murcatto, capitano dei mercenari alle dipendenze del Duca Orso, si reca a palazzo per riferire gli ultimi sviluppi della guerra che da anni insanguina la Styria. L'esercito della Lega degli Otto è stato disperso – non senza veri e propri massacri – e la città di Visserine è pronta a capitolare. Grandi successi per Monza, la Macellaia di Caprile, forse troppi: forse la popolarità di Monza sta crescendo pericolosamente. Ed è così che, invece che ricevere riconoscimenti, il generale Murcatto viene gettata assieme al fratello Benna giù dalle mura della torre del palazzo. Atterra miracolosamente viva sul cadavere del fratello: le gambe spezzate, l'avambraccio rotto, una mano ridotta ad un relitto informe, eppure ancora incredibilmente viva, terribilmente sofferente e con un disperato desiderio di vendetta...
Siamo in Styria, nell'immaginario e oscuro mondo inventato da Joe Abercrombie: un mondo che continua ad affascinarci nonostante la sua crudeltà ed il suo cinismo. O forse è proprio questo che ci piace delle sue storie. I protagonisti sono antieroi, uomini spesso abietti le cui azioni sono mosse dall'egoismo e dall'avidità; uomini (e donne) nei quali possiamo riconoscere le nostre pulsioni più profonde e nascoste, quelle che mai ammetteremmo di provare. La vendetta è un piatto che va servito freddo. E Monza Murcatto otterrà la sua tanto attesa vendetta aiutata da un gruppo quanto mai mal assortito: Caul Il Brivido, un uomo del Nord che arriva in Styria sperando di cambiare vita e diventare un “uomo migliore”; Ghigno, un violento quanto taciturno ex detenuto, ossessionato dai numeri; Morveer, Mastro Avvelenatore, e la sua assistente Day; Nicomo Cosca, capitano delle Mille Spade proprio prima di Monza e Shyla Vitari, ex Pratico alle dipendenze dell'Inquisitore Glokta, entrambi vecchie conoscenze per chi ha già letto la trilogia La prima Legge. I buoni, quelli per cui naturalmente si parteggia leggendo tutte d'un fiato le oltre settecento pagine del volume, sono dunque dei mercenari, degli avvelenatori e dei torturatori: niente di più lontano dal modello di eroe al quale siamo stati abituati sin da piccoli. Eppure rimaniamo totalmente incantati dal sangue versato in battaglia, dalle morti violente, dai tradimenti, dal ritmo incalzante e dai colpi di scena che spesso ribaltano le sorti dei personaggi. Alla fine nessuno diventerà più buono, ognuno tornerà alla propria vita un po' più indurito e cinico; ma Monza avrà la sua tanto sospirata vendetta.

 

 

 

 
 
 
 
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