Il satiro della sotterranea

Il satiro della sotterranea
Un antico Satiro vaga di conquista in conquista a New York; una donna indiana ha un rapporto difficile con i sogni dei suoi genitori; una ragazza grazie ad un incantesimo fa innamorare di sé un malvivente dal fisico scultoreo; l'ospite di una casa di riposo inizia a ricevere visite gradevoli; un uomo d'affari impara una lezione di vita da una prostituta; un gatto è molto geloso della sua padrona; un albero di cassia accompagna la storia di una famiglia e della donna di servizio; un musicista fa carriera suonando travestito da ippopotamo in un grande magazzino; una coppia non più giovane con le sue schermaglie sessuali; un tragico incidente e le sue implicazioni soprannaturali; un Giorno del Ringraziamento molto particolare; un ragazzo indiano in cerca di moglie negli Usa scopre che la sua promessa sposa indo-americana è gay; una falena attraversa gli anni come un Cupido dalle ali d'insetto...
Nel cammino che ha portato Anita Nair a diventare una delle figure più importanti nel panorama letterario internazionale la tappa rappresentata dai racconti ‘urbani e gotici’ de Il satiro della sotterranea è di quelle decisive. È il libro di esordio della Nair, arrivato dopo una serie di poemi e brevi racconti pubblicati su riviste o antologie, ed è non solo temporalmente equidistante dalle poesie della Nair e dai suoi romanzi successivi (Un uomo migliore ed il celeberrimo Cuccette per signora). La scrittura dei racconti della Nair è ancora venata di poesia e di suggestioni metafisiche, procede per immagini e colori, abdica talvolta alla struttura canonica della prosa e concede svisate musicali, ritmi pulsanti, allitterazioni e canti. Come se l’autrice si fosse destata da poco dal sonno carico di sogni e visioni della poesia, e ancora ne serbasse il ricordo, le suggestioni, il sapore, mentre il sole sorge, il mattino si fa luminoso e il mondo appare per quello che è. La questione stilistica è del tutto coerente con la logica dietro ai racconti della Nair, che è quella del mito, della leggenda narrata accanto al fuoco, della sensualità pagana, il tutto ambiziosamente traslato nel calderone della modernità, nei deserti delle metropoli o dei modelli di vita occidentali imposti/cooptati dalle famiglie indiane. Semidei si aggirano sui marciapiedi, animali sacri si stiracchiano sui divani, streghe aspettano sotto insegne al neon il passante che abbia deciso di cambiare la sua vita: cielo e terra diventano tutt'uno, in un fascinoso inno ibrido alla modernità e alla tradizione che la Nair rende vivo e vero con il suo stile scintillante, ricco e speziato. Tra tutti i racconti, menzione d'onore per il bizzarro "La storia della moglie strega" e per la fiaba post-moderna "L'uomo ippopotamo".

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER