Il secondo aereo

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Il secondo aereo. È il secondo aereo che avanza come uno squalo sopra la Statua della Libertà ad avere scatenato il vero terrore. Prima di questo momento la sensazione generale è quella solamente di essere di fronte al peggior disastro aereo della storia. Solo con il secondo aereo si palesa la certezza di un attacco volontario e indicibilmente violento al cuore del mondo occidentale. Terrorismo. Il terrorismo è innanzitutto comunicazione politica e il messaggio è il seguente: “America, è ora che tu conosca l’implacabilità dell’odio verso di te e dei tuoi abitanti”. Il Volo 175 della United Airlines è un vero e proprio Missile Balistico Intercontinentale. Una dichiarazione di guerra limpida e chiara. Un’azione ai limiti dello scenario hollywoodiano che neppure i più smaliziati e ingegnosi autori di fantapolitica come Tom Clancy hanno mai immaginato. L’artefice di tale apocalisse ha un nome e cognome: Osama bin Laden. Il saudita, che vanta una laurea in ingegneria, sa perfettamente che il carburante, quando raggiunge anche solo la temperatura di 500 gradi andando a fuoco, fa perdere il 90 per cento della forza. Nessuno però ha previsto la doppia capitolazione delle torri, con un ralenti così terrificante e spettacolare allo stesso tempo. L’apoteosi dell’era postmoderna: nell’era delle immagini e delle percezioni, uno dei più grandi disastri della storia in diretta mondiale…

Martin Amis è un celebre scrittore britannico, figlio dell’altrettanto celebre Kingsley. Oggi si dedica completamente alla narrativa ma in gioventù ha collaborato con il “London Observer” e il “New Statesman”, di cui è diventato direttore a soli 27 anni. Questa raccolta di quattordici testi, due racconti e dodici tra saggi e recensioni, sono una lucida produzione dal 2001 al 2007 riguardante il più terribile attacco terroristico della storia e tutte le sue ripercussioni nel tempo. Un mix tra cronaca politica internazionale e umorali riflessioni da letterato. Un evento spartiacque che continua incredibilmente ancora oggi con vari misteri e punti interrogativi ancora da chiarire. Riflessioni scomode anche se a volte un po’ troppo scomposte. Della raccolta si possono apprezzare la verve letteraria e il lirismo a sprazzi ma non certo la veridicità storica, dati i frequenti richiami a teorie complottistiche. Piuttosto fastidiosa anche la posizione smaccatamente schierata dell’autore, ribadita costantemente, ovviamente legittima ma che poco si confà a un testo di questo tipo.



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