Il segno

Il segno

È il 12 gennaio 2012, Pamela May Donald è in volo per raggiungere Joaine, la figlia adorata che è andata a vivere in Giappone. È su quell’aereo nonostante le rimostranze di suo marito Jim, nonostante abbia dovuto lasciare Snookie – la sua cagnolina – nonostante avesse paura. E adesso che ha provato il terrore e sa che non tornerà indietro, lascia un messaggio sul suo cellulare per il pastore Len della Chiesa del redentore di cui è, era, uno dei pilastri. Un messaggio che darà il via a un domino infernale. Paul Craddock era stato nominato dal suo gemello e dalla moglie tutore delle gemelle se a loro fosse accaduto qualcosa: beh, è accaduto. Erano sul volo 277 che è precipitato, Jess - una delle bambine - è fra i tre bambini incredibilmente sopravvissuti al disastro. Il messaggio che Pam ha lasciato per il pastore è la scintilla che scatena un gioco al massacro in cui non vince nessuno se non la follia. Fanatici religiosi di ogni confessione, quelli che aspettano l’arrivo degli alieni, gente in cerca di denaro e notorietà, tutto sulla pelle dei tre (o forse quattro) bambini sopravvissuti…

Sulla falsariga di un’inchiesta giornalistica, la Lotz ha scritto un romanzo talmente coinvolgente da farti dimenticare che stai leggendo una storia inventata. “Affascinante” è forse la parola che meglio rende l’idea della storia che ha inventato intorno ai Tre – i bambini sopravvissuti. Talmente verosimile da tenere il lettore inchiodato al libro dalla prima all’ultima pagina. Interessante il taglio, una serie ininterrotta di interviste, registrazioni, diari di quelli che si sono presi cura dei tre bambini. Cronache spietate del livello di degenerazione raggiunto dalle sette religiose e non. Una degenerazione che non si fa scrupoli davanti a nulla, la follia e la frenesia che portano a complotti internazionali per “disinnescare” quelle bombe umane che sono i bambini sopravvissuti. I personaggi che si susseguono nella narrazione – di fatto i protagonisti della vicenda - hanno personalità, linguaggi e atteggiamenti diversissimi nei confronti dei bimbi e dei caregiver, dalla strenua difesa ad una velata diffidenza tenuta sotto controllo dall’affetto e dalla pietas. Una cifra narrativa singolare che può mettere d’accordo tutti, dagli amanti del giallo – perché il mistero c’è – a chi ama la fantascienza, persino agli estimatori del romanzo d’inchiesta.



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