Il segno dell’aquila

Il segno dell’aquila

Tarquinia, anno 225 dalla fondazione di Roma (528 a.C.). Il giovane Vel apparteneva ad una famiglia patrizia etrusca. Poi tutto è cambiato quando il crudele Sesto, figlio del re di Roma Tarquinio, dopo aver ricevuto il rifiuto di giacere nel letto di sua madre Ramtha, l’ha fatta arrestare insieme alla schiava Ati Nacna e ha ucciso suo padre, un ricco mercante. Costretto alla fuga a bordo della nave del greco Damaso, prima di salpare, Vel ha salvato la vita ad un cucciolo d’aquila, lo ha nutrito, lo ha portato con sé e gli ha dato un nome: Tini. Inizia così per Vel un lungo viaggio in fuga dai Romani in cui imparerà a tirare con l’arco e addestrerà Tini alla perfezione, anche grazie all’aiuto del gigante nubiano Ashgar. Dopo tante peripezie e peregrinazioni in cerca della madre e di vendetta, l’etrusco riuscirà ad entrare nel prestigioso esercito persiano degli Immortali ma, soprattutto, diventerà architetto al servizio del re di Persia Dario e del lucumone Porsenna, per il quale costruirà un’opera straordinaria: un monumentale mausoleo… Roma, marzo 2015. Toni Marradesi è il responsabile di un centro d'avanguardia per il restauro, la decifrazione, la codificazione e la catalogazione di tutto ciò che riguarda l'antichità. Una carica importante che gli è stata affidata dopo che Sara Terracini, archeologa di fama mondiale, si è sposata con Oswald Breil, ex maggiore del Mossad ed ex primo ministro israeliano. Toni è preoccupato perché si sono perse le tracce della sorella Laura, biologa ricercatrice presso la Guillot, una multinazionale di centri ospedalieri controllata da una congregazione religiosa, la Confraternita della Santa Resurrezione, guidata dal perfido Monsignor Fausto Denagua. Marradesi non ha altra scelta: deve chiedere aiuto a Toni e Oswald, i quali si addentrano in una vicenda torbida legata all’ISIS e allo stesso Denagua, il quale ha un obiettivo preciso: ritrovare il mausoleo di Porsenna…

Il segno dell’aquila è il decimo romanzo della serie di Oswald Breil e Sara Terracini, nata dalla penna dello scrittore spezzino Marco Buticchi, il primo italiano ad essere pubblicato nella collana di Longanesi “I maestri dell’avventura”, che annovera autori come Wilbur Smith, Clive Cussler e Patrick O’Brian. Un action-thriller storico sospeso tra presente e passato, la cui trama si regge su due storie parallele e autonome, legate da un filo sottile che solo nel finale si dipana: l’epopea di Vel l’etrusco e le avventure dei coniugi Breil; un’opera che offre un grande spaccato della Roma dei Tarquini, la cui condotta portò alla caduta della monarchia e alla lunga storia repubblicana dell’Urbe. Qui si innesta la storia di Vel, della sua estenuante fuga e, al contempo, della sua voglia di rivalsa e vendetta. Sarà soldato persiano e architetto espertissimo, seguito sempre dalla fedele aquila Tini. Dalle vicende dell’etrusco, dopo due millenni e mezzo, si passa al presente e ad un plot che si sviluppa su una serie di nuclei narrativi quali la minaccia dell’Isis, il traffico d’organi e la brama di potere. Solo le gesta di Breil, protagonista atipico – un “uomo piccolo”, quasi un nano, al limite della figura di antieroe – e di sua moglie Sara potranno portare la luce in una vicenda oscura. Sono loro i protagonisti di una saga che ha fatto la fortuna di Buticchi, condita da avventura, azione e adrenalina, e che s’impreziosisce con Il segno dell’aquila, un romanzo che ci dà una piacevole conferma: accanto mostri sacri del genere quali Cussler e Smith, anche l’Italia ha il suo maestro dell’avventura.



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