Il segreto del Morbillaio

Il segreto del Morbillaio
Saturnetto Vinceslovo, detto il Morbillaio perché più “fragile di altri provò su di sé tutte le malattie che il buon Dio aveva avuto l’accortezza di diffondere a valle, maturando contorto, piagato e giallastro, colore della polenta con la quale si mimetizzava” fu il più celebre, nonché unico, poeta di Vermiziano, il bizzarro borgo che, attorno all'illustre cittadino, ha costruito una vera e propria idolatria, con tanto di Club di “Amici del Morbillaio”, fan a dir poco scatenati e scuole in onore del defunto e austero letterato. Nella scuola elementare Vinceslovo, che sorge sulle fondamenta della casa natia dell'idolo vermiziniano, Ebète - il ragazzo affetto da jet lag continuo con il suo improbabile e personalissimo esperanto, Elio - il secchione sempre in gara con Donnetta Spilunga, Crescione - il maniaco dei videogiochi, Erode - travolto da malattie e medicine e Cassandra - con la sua aura luminosa di bambina posseduta, vanno in cerca di avventure. Ma nella loro spensierata ricerca di distrazioni, come ogni gruppo di bambini annoiato che si rispetti, incappano in una misteriosa scoperta, capace di scuotere fino alle fondamenta la fedelissima cittadina: un manoscritto inedito del defunto vate, preziosissimo per contenuti inusuali e rivelazioni shock...
Una favola surreale e gustosa quella concepita da Danilo Giovannelli, nella quale una trama lineare e compatta (non particolarmente innovativa o originale) viene condita da una caratterizzazione dei personaggi unica e particolare. Il libro è una divertentissima ma fondamentalmente spietata parodia dello stereotipo moderno e ha per bersaglio nientemeno che un preoccupante gruppetto di moderni “Goonies”. Questi ragazzetti instabili che si ritrovano al centro di un mistero più grande di loro ci parlano di una realtà molto più “effettiva” di quella dell'immaginaria Vermiziano che sorge sulle ceneri del poeta Vinceslovo. Raccontano di bambini irrequieti, complessati, in cerca di attenzioni e vessati da tic e malattie, di paesaggi cittadini dall'urbanizzazione desolante con tanto di cantieri abbandonati e opere edilizie abusive, di scuole che proprio non funzionano e di adulti che la verità, quella proprio non la vogliono sentire. Questi personaggi coloriti e bizzarri, che sembrano essere stati pensati prima come eroi dei fumetti che come personaggi letterari, riescono senza sforzo a riempire l'intero racconto senza lasciare aperta nemmeno una piccola falla per annoiarsi o nemmeno chiedersi il perchè delle bizzarrie di una trama sbilenca e surreale o di un finale un po' fragile e poco incisivo. Sono loro che danno peso e valore a tutto quanto e che rappresentano il contenuto più efficace e vero del racconto, vincitore del Premio iNarratori 2008 per il miglior romanzo fantastico. Ad impreziosire ulteriormente il tutto le deliziose illustrazioni, ad opera dell'autore stesso, che corredano la storia e che fanno di questo libro un oggettino davvero prezioso per un paio d'ore di spensieratezza garantita. Che non è poco.

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