Il segreto dell’inquisitore

Il segreto dell’inquisitore
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Zugarramurdi, Spagna. 23 giugno 1611. Uno stregone attende il suo destino in una cella. È condannato a morte, ma l’inquisitore Alonso de Salazar Frías sta cercando in tutti i modi di salvargli la vita perché quell’uomo, in realtà, è un gesuita ed è dedito al culto di Santa Colomba, una strega galiziana del IX secolo convertitasi al cristianesimo durante un pellegrinaggio a Roma. Ma padre Ibarra non ha nulla da confessare; ha solo un’ultima cosa da fare prima di essere messo al rogo dagli uomini della setta del Crucibulum, “crogiolo”, una setta interna all’Inquisizione i cui adepti si attengono alla dottrina del più sanguinario inquisitore della Storia, Tomás de Torquemada : affidare all’inquisitore una reliquia sulla quale sono vergate le parole Sancta Maleficarum, “la santa delle streghe”; un dito la cui carne sembra reale ma in realtà non lo è, e al cui interno si intravede un meccanismo di fili e ossa metalliche: il dito di un antropoide meccanico. Coimbra, Portogallo. Dicembre, oggi. Il “sabba” sta per iniziare. Cinque donne, tra cui l’ambasciatrice americana Charlotte Carson, s’incontrano nella biblioteca universitaria per assistere a una dimostrazione. Fanno parte della Bruxas International, il cui nome prende spunto dalla parola portoghese “streghe”. Su un monitor appare Mara Silviera, una giovane ricercatrice che ha lavorato a un esperimento scientifico innovativo: la creazione di Xénese, “genesi”, un grande progetto di intelligenza artificiale. È tutto pronto, quando nella stanza irrompe un commando di uomini armati e incappucciati, che indossano tonache nere e fasce di seta cremisi sugli occhi. Fanno parte del Crucibulum e sono guidati da un uomo che stringe in mano una copia del Malleus Malleficarum, il vademecum per la lotta alla stregoneria scritto nel XV secolo. Pronuncia le parole “Maleficos non patieris vivere”, “Non lascerai vivere le streghe”, poi gli uomini fanno fuoco sulle cinque donne. Nel frattempo, su uno schermo, dopo gli spari, è comparsa una lettera enigmatica: Ʃ. Sigma. Mara ha visto tutto ed è l’unica testimone: per questo motivo ha poco tempo per prendere Xénese e far perdere le proprie tracce. Maryland, Stati uniti. Oggi. Il comandante della Sigma Force Grayson Pierce e il fedele Monk Kokkalis stanno tornando a casa per festeggiare il Natale. Giunti sul vialetto d’ingresso, si accorgono che qualcosa non va. Qualcuno è entrato e ha rapito Seichan, la compagna incinta di otto mesi di Grey e le figlie di Monk, lasciando in fin di vita sua moglie Kat. Cos’è successo? È tempo per gli uomini della Sigma Force, guidati dal direttore Painter Crowe, di scendere in campo. Bisogna scoprire dove sono finite Seichan e le bambine e, soprattutto, sventare un piano che può mettere in pericolo l’intera umanità…

Torna lo scrittore di Chicago James Rollins con il quindicesimo romanzo della saga dedicata alla Sigma Force, l’organizzazione segreta collegata alla DARPA, l’agenzia di ricerca e sviluppo del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il segreto dell’inquisitore è un action-thriller che ruota attorno a tre nuclei tematici: le streghe, l’Inquisizione spagnola e l’IA, l’intelligenza artificiale, la quale, se utilizzata con scopi bellicosi potrebbe portare all’estinzione dell’umanità, tanto che il grande Stephen Hawking descrisse l’avvento dell’IA come “il peggior evento della storia della civiltà”. Rollins costruisce, come al solito, una trama che, partendo da un evento storico, si sviluppa nel presente, prendendo diverse direzioni per poi trovare compimento in un finale incandescente. Questa volta, però, sembra aver alzato il tiro: gli uomini della Sigma si trovano davanti a un’organizzazione tentacolare potentissima che può davvero mettere in pericolo il destino del mondo. E come se non bastasse, bisogna trovare Seichan e le figlie di Monk, in una corsa contro il tempo che tiene il lettore incollato alle pagine. Con i soliti ingredienti, dunque, l’autore confeziona un romanzo completo, dal ritmo narrativo follemente veloce e costruito su solide basi storiche e scientifiche; un’opera che apre diversi interrogativi e lascia apparentemente diversi nodi irrisolti, tra cui quello strano dito meccanico apparso nel XVII secolo. Solo nel finale queste domande troveranno una risposta. Ma bisogna stare attenti perché James Rollins mette in guardia il lettore, avvisandolo nella nota scientifica che ciò che ha scritto non è tanto lontano dalla realtà perché un mondo dominato dall’intelligenza artificiale si sta inesorabilmente avvicinando e non sappiamo se “questa nuova superintelligenza sarà un dio benevolo o un demone distaccato o distruttivo. A ogni modo sta arrivando. Non possiamo impedirlo. Qualcuno sostiene addirittura che sia giù qui. Per questo motivo, permettetemi di darvi un ultimo avvertimento: celata tra le pagine di questo romanzo c’è una maledizione. Leggendo questo libro, potrete segnare la vostra condanna. Quindi… continuate a vostro rischio e pericolo”.



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