Il segreto di Bruto

Il segreto di Bruto

Roma, 528 avanti Cristo. L’Urbe è dominata da una morsa tirannica personificata da Lucio Tarquinio il Superbo, il settimo re di Roma che ha ottenuto il trono con il sangue, uccidendo Servio Tullio. Tra le vittime della furia del Superbo anche i familiari di Lucio Giunio Bruto, colpiti dalla sete di potere del re etrusco. Ecco perché Bruto si finge sciocco e stolto. Ha diciassette anni e, per ora, deve rinunciare ai propositi di una vendetta immediata; ha deciso di lasciare i suoi beni al re, dal quale, inoltre, è stato adottato. Ha anche accettato quello strano cognomen, “Brutus”, affibbiatogli dallo stesso Tarquinio. Ma lui è un predestinato, lo sa: glielo ha predetto la Pizia, l’oracolo di Delfi, in una visione in cui lui ha potuto vedere il presente e, soprattutto, il futuro di Roma. Sa che verrà il giorno in cui tutto cambierà, e Roma potrà compiere il suo destino di caput mundi. E quel giorno arriva. Siamo nel 509 avanti Cristo, quando, dopo anni in cui ha covato il seme della vendetta, Bruto ha la sua occasione quando scoppia una rivolta democratica contro Tarquinio. Suo figlio Sesto Tarquinio ha stuprato Lucrezia, moglie di Collatino, e questa si è suicidata per la vergogna. I tempi sono maturi per cacciare il re: Roma diventa finalmente una repubblica e Bruto ne è il primo console proprio insieme a Collatino…

Leggenda, storia e finzione narrativa si amalgamano alla perfezione ne Il segreto di Bruto, romanzo storico del giornalista Raffaele Alliegro, caporedattore del quotidiano romano “Il Messaggero”. Partendo dalla fondamentale e intramontabile fonte fornita dall’opera di Tito Livio Ab Urbe condita, Alliegro apre una finestra su un periodo fondamentale della storia romana, in cui, spesso, emerge il mito rispetto all’effettiva verità storica. Siamo nel 528 avanti Cristo e Lucio Tarquinio, che dopo aver ottenuto la corona viene chiamato con l’appellativo di “Superbo”, ha dato inizio a un vero e proprio periodo di terrore. Per questo motivo, Bruto ha deciso di fingersi sciocco e aspettare l’occasione giusta per vendicarsi della sua famiglia. Ma, soprattutto, Bruto diventa simbolo di un destino, quello di una Roma che alza la testa per inseguire ciò che è stato già scritto per lei, come afferma Anchise a un commosso Enea nel celeberrimo VI libro dell’Eneide di Virgilio. La maestria dell’autore emerge soprattutto nell’aver costruito una storia avvincente, condita da ottimi dialoghi e da una caratterizzazione emotiva e psicologica dei personaggi. In tal modo, Il segreto di Bruto si rivela una lettura adatta a chi vuole immergersi in un periodo di Roma affascinante (immortalato dalla meravigliosa tragedia di Vittorio Alfieri, il Bruto primo del 1789) attraverso un romanzo evocativo e denso, in cui non mancano i colpi di scena.



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