Il segreto di Monna Lisa

Il segreto di Monna Lisa
Resta ore ed ore, Leonardo, nel suo studiolo solitario e silenzioso. A pochi eletti è concesso di accedere a quel tempio di intelletto e genialità: fra questi Francesco Melzi, suo discepolo, di cui Leonardo comincia a fidarsi, specie ora che lo vede svenire davanti alla sua meravigliosa opera, quella a lui più cara. Un ritratto di donna. Una donna effimera eppure fiera: ne era restato estasiato e attonito fin dal primo incontro, quel lontano giorno al mercato, senza sapere nemmeno chi fosse. Ma c’è una alchimia palpabile fra loro che si accresce ogni volta che la donna Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, posa per lui, senza testimoni, contro i costumi del tempo, da che ha accettato di farne una immagine immortale. Tutti la credono muta, quella donna, e invece durante una delle prime sedute lei parla: la sua voce è cristallina e melodiosa alle orecchie di Leonardo. E si racconta: il suo infelice amore per Giuliano de’ Medici, la sete di cultura e di sapere a lei negata. Lui svela la sua anima, celata all’intera umanità, ma non a Lisa che la può capire a fondo. Anche adesso Leonardo ne contempla l’immagine, mentre sente avvicinarsi la sua fine. È stanco e nel castello di Cloux, il 25 aprile 1519, si appresta a fare testamento e tra i suoi beni c’è anche quell’amato quadro a cui pensare…
È un buon equilibrio di finzione (che nella trama è di primo piano) e di veridicità storica il romanzo di Dolores García che profila una immagine insolita di Leonardo da Vinci, artista e uomo. Ne scaturisce la sensazione che l’autrice abbia voluto dipingere un quadro nel quadro: quello reale - il ritratto di Monna Lisa seguendo i tratti delle abili mani talentuose del genio italiano - e quello più effimero dell’intreccio di due elette anime che si scoprono a poco a poco in uno studiolo. Lisa Gherardini e Leonardo trovano la loro vita e la loro verità in quello spazio angusto, ma carico di confessioni inaspettate. Traboccano dalle labbra di Lisa come in un fiotto, tenute segrete per anni dentro al cuore e rigettate ad un interlocutore che si scopre per la prima volta attento alla sensibilità umana e capace di scogliere la sua freddezza davanti alla profondità di uno sguardo, puro e sincero. Minuziose le descrizioni, che fanno perdere un po’ di ritmo alla narrazione nella quale le ‘novità’ arrivano già attese, ma la storia resta comunque valevole nell’insieme.

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