Il segreto perduto di Schliemann

Il segreto perduto di Schliemann
Il 26 dicembre del 1890 si conclude a Napoli, tra il sublime ed il mistero, la vicenda umana di Heinrich Schliemann, icona assoluta della storia dell’archeologia per aver individuato i reperti della leggendaria città di Troia e del tesoro di Priamo. La mattina precedente, senza alcuna apparente ragione, egli era uscito dal Grand Hotel, dove alloggiava, indossando un abbigliamento troppo leggero, privo di cappotto e di cappello, e si era accasciato al suolo in preda ad un improvviso malore. Dove fosse diretto e per quale motivo il giorno di Natale si trovasse vestito in quelle insolite spoglie condizioni, costituiscono da sempre un enigma inspiegabile che resta da allora sospeso nel tempo. A distanza di oltre un secolo cerca di fare chiarezza sull’avvenimento Andrea Zanchi, giovane cronista di Informanapoli. Dopo aver ricevuto il benservito da Giulia, la compagna con cui per ben tre volte ha tentato invano di avviare uno stabile rapporto di convivenza, anche carriera e credibilità sembrano andare irrimediabilmente in frantumi, distrutte da articoli avventati e da conseguenti denuncie per calunnia. Ma ora ha la possibilità di riscattarsi. Indagando sulle ultime ore di vita dell’archeologo tedesco, rinviene casualmente una lettera che questi intendeva spedire a Minna Rickers, la donna che - pur nella lontananza dei rispettivi percorsi esistenziali - per oltre sessant’anni non aveva mai cessato di amare. In quella missiva, che Schliemann non fece in tempo a spedire, egli le dava conto della sua ultima incredibile avventura, che probabilmente lo aveva messo sulle giuste tracce della leggendaria Atlantide. L’efferata uccisione di Amanda Brazzi, archeologa e scrittrice di successo, a cui il giovane cronista napoletano si rivolge per ottenerne la traduzione dal tedesco, sembra costituire il preludio di una scoperta che reca con sé l’amaro retrogusto della tragedia. Ed il tentativo di addentrarsi tra le maglie di quel fitto mistero, pagina dopo pagina, ne svelerà il suo sconcertante lato funesto…
La curiosità degli scrittori e dei giornalisti per l’affascinante mistero di Atlantide costituisce da sempre un’inesauribile fonte di pubblicazioni. In quasi tutti i libri precedenti si fa il punto di tutte le esplorazioni, delle supposizioni e degli studi precedentemente falliti. Ogni autore rinviene puntualmente un brandello storico, una testimonianza archeologica, un indizio letterario e cerca di guadagnare qualche grado sui propri predecessori, verso quel punto in cui dovrebbero incrociarsi le coordinate geografiche dell’utopia. Roberto Fagiolo, convinto che sulla risoluzione di enigmi ed incompiutezze si addensino pur sempre accadimenti inattesi, concepisce invece questo nuovo libro affidandosi alla forma inquietante del thriller. Non solo, ma lo impernia sull’idea paradossale che a dipanare la matassa avesse tentato perfino il grande archeologo Heinrich Schliemann, e che probabilmente fosse stato fermato ad un passo dalla verità. Fagiolo dunque non ipotizza alcuna datazione storica o riconoscimento geografico e rinuncia volentieri alle prolissità documentarie; ma fa sua la tesi che tra realtà storica e dominio della fantasia, sia il secondo a spuntarla. Perché l’asciutta rivelazione di qualunque scoperta scientifica toglierebbe al lettore il piacere di un viaggio immaginario, che si rinnovi nel tempo. Il suo tentativo di variarne il soggetto, arricchendolo e colorandolo di situazioni e personaggi volti a condurlo alle dimensioni di una spy-story, non è in fondo che la volontà esplicita di un autore che intende rivolgersi a chi non smette di credere ai sogni. Ed il lettore uscirà da questa esperienza con la sensazione di essersi lasciato sedurre da un bravo prestigiatore di accadimenti e di immaginazioni. Esprimendosi dunque su registri diversi, Roberto Fagiolo imprime al tema un ritmo ed un vitalismo fantasioso, dando vita in 190 pagine – tutte necessarie – ad un racconto grottesco e imprevedibile, contrassegnato da un linguaggio corrivamente popolare. Consegnandoci con pieno merito un libro entusiasmante su di un argomento entusiasmante.

 

 

 

 
 
 
 
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