Il sentiero degli dei

Il sentiero degli dei
Settembre è il mese dei buoni propositi per Gerolamo, molto più che la notte di Capodanno. Una domenica mattina, con il sole a splendere sui loro passi, Gerolamo e i suoi figli passano del tempo a cercare impronte di animali, non prima di averle attentamente studiate su un libro, al Parco della Chiusa a Bologna. I bambini sono entusiasti, vorrebbero inoltrarsi per i sentieri. Gerolamo è costretto a fermarli nei pressi di un ponticello di legno, vera e propria passerella, sul fiume Reno. Di lì in poi si entra nella Barlaita, un bosco fitto ed una sorta di confine che segna il termine ultimo dei percorsi che sono concessi ai visitatori della domenica, alle famiglie, ai bimbi. Gli escursionisti della domenica torneranno indietro a pranzo nella loro tranquillità domestica. Si insinua in Girolamo un desiderio, un’idea: percorrere a piedi quel cammino che conduce da Bologna a Firenze conosciuto come la Via degli Dei. Quel percorso che, in treno, soprattutto ora con la TAV, ci permette di essere da Bologna a Firenze in più o meno trentacinque minuti. Gerolamo si imbarca in questa impresa assieme al suo amico Nico, alpinista più esperto. Ma alla prima tappa, delle cinque previste, Nico non può più continuare il cammino dopo essersi infortunato leggermente. Gerolamo resta da solo zainone e tenda in spalle ad affrontare una nuova esperienza per lui. Gli faranno compagnia i suoi pensieri, i ricordi, la Storia che impregna monti e valli, gli incontri fortuiti con gli animali e con gli abitanti dei piccoli paesini, uomini e donne gentilissime che sapranno accoglierlo...
Wu Ming 2, membro del collettivo omonimo di scrittori, prima di scrivere Guerra agli umani, suo primo romanzo solista, ha percorso per due volte la Via degli Dei. Il vero protagonista di questa narrazione (romanzo, diario di viaggio, saggio, inchiesta, reportage… difficile darne una definizione che sia netta e precisa) è il percorso, la Via degli Dei appunto. Protagonisti sono i monti, gli animali, i paesaggi, le pievi dimenticate, i doni e le ferite al territorio che si trovano lungo la strada. I cinque “notturni” che separano ogni singolo giorno di marcia del protagonista sono di una bellezza quasi struggente. Chiunque viaggi tra Bologna e Firenze non ha neppure la minima percezione di quanta natura stiamo perdendo, di quanta memoria sia stata cancellata: tra quei monti s’è combattuta una parte importante della lotta di Resistenza, tra quei boschi in molti hanno lasciato la vita per consegnare a noi un’Italia diversa da quella in cui avevano vissuto loro, un’Italia liberata dal fascismo. Leggendo il libro, che nella sua parte finale contiene preziose informazioni pratiche per chi si volesse cimentare nell’escursione, viene voglia di riprendere il contatto con la natura, mettersi lo zaino in spalla e recuperare frammenti di memoria perduta. La Via degli Dei ci aspetta. Partiamo?

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