Il sentiero dell'eclissi

Il sentiero dell'eclissi
Anno 1216. L'Impero cinese è in gravi difficoltà: la dinastia Tang regna su un immenso territorio fortemente burocraticizzato, con una capitale amministrativa nel nord, Lo-Yang, e una politica nel sud, K'ai-Feng. Il potere rigorosamente centralizzato che l'imperatore pretende è difficile da realizzare, se non impossibile. L'invasione delle orde mongole guidate da Temujin, che si è ribattezzato pomposamente Jenghiz Khan, sta mettendo a dura prova l'esercito cinese, che per ogni decisione strategica deve chiedere ordini alla capitale, a decine di migliaia di chilometri di distanza. Persino a Lo-Yang si comincia a temere il peggio, mentre le cittadine più a nord cadono una a una. Da qualche anno vive in città Shih Ghieh-Man, un nobiluomo occidentale con interessi culturali e commerciali: nonostante qualche sospetto, ha insegnato per quattro anni, ma ora - in questo clima di guerra imminente - lui e i suoi studenti stanno cadendo in disgrazia. Al nobiluomo straniero, che altri non è che il Conte Ragoczy di Saint-Germain, vampiro quasi immortale, viene 'consigliato' di recarsi al nord come consigliere militare di T'en Chih-Yu, una donna Signore della Guerra che dispera di salvare la sua città ormai quasi assediata dalla cavalleria di Temujin. Saint-Germain - ormai stanco dell'asfittico ambiente dei funzionari cinesi - accetta volentieri e parte assieme al fido servitore Rogerio. Lo attendono violenza, morte, intrighi, gelosie e un altro lungo viaggio che dalla Cina lo porterà in Tibet e poi nella magica, misteriosa India...
Il quarto episodio della sterminata saga del vampiro Saint-Germain ci porta a oriente, nel XII secolo segnato dalla stella di Jenghiz (Genghis) Khan, che seppe guidare grazie al suo carisma e al suo valore militare un popolo di pastori nomadi senza nessuna istruzione alla vittoria contro il più vasto e civile impero del tempo. Ma come è consuetudine per i romanzi di Chelsea Quinn Yarbro non è l'ambientazione di volta in volta scelta a essere al centro della vicenda: i rapporti tra i protagonisti qui non sono di contorno, un pretesto per fare divulgazione storica in modo magari fascinoso ma anche un po' becero, no. Sono il territorio sul quale la scrittrice esercita il suo fine talento di cesellatrice, la sua sensibilità spiccatamente femminile. Perché - si sa - il vampiro Saint-Germain è un sobrio gentiluomo che beve sangue con estrema parsimonia, ama la vita sociale, si diletta di oreficeria, è un virtuoso delle carezze intime con le quali ama portare le sue numerose partner a indimenticabili orgasmi, si aggira per il mondo non col piglio del predatore, del lupo tra le pecore, ma con rispetto, in punta di piedi, con l'approccio dell'umanista entusiasta. Caratteristiche che rendono i romanzi della Yarbro assolutamente deliziosi, raffinati, complessi nella trama senza essere mai faticosi nella lettura, ma ovviamente estremamente avari di emozioni forti e cruente. Anche ne Il sentiero dell'eclissi, con tutto che si tratta di guerre, vampiri, eunuchi, dee sanguinarie, mongoli scatenati e compagnia bella, la prima scena d'azione arriva a pagina 96 (un modesto agguato nella foresta, peraltro). Niente di male, intendiamoci: nelle pagine della saga di Saint-Germain si morde poco il collo e si parla molto, ma per fortuna si dicono cose sensate e interessanti. E scritte meravigliosamente bene, per giunta.

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