Il sigillo di Caravaggio

Il sigillo di Caravaggio

Toscana, 1610. Una caduta da cavallo porta un uomo tumefatto e stanco sulla battigia, in fuga da chi avrebbe voluto vederlo morto. È risvegliato dalla voce di un pescatore: Francesco Gallerani, detto Cecco. Dieci ducati per una giornata di ristoro: l’affare è presto fatto. Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, può sperare di tornare così alla sua imbarcazione e recuperare i tre dipinti, pegno per avere salva la vita dalla condanna alla decapitazione per l’uccisione di un uomo in duello. Qualche giorno dopo, a Napoli, Donna Costanza Colonna è alla finestra, sperando di trovare sollievo al caldo afoso che la opprime. Due facchini stanno scaricando tre grandi casse: i dipinti di Caravaggio, il suo pupillo. Perché quelle tele sono lì, invece che nelle mani del cardinal Borghese? Nella baracca di Cecco i pensieri e le domande del pescatore si mescolano ai rantoli del pittore. Al risveglio, finalmente Caravaggio racconta la sua disavventura, cominciando dal principio. E al principio c’è una donna, Fillide. È per lei, per difendere lei dalle angherie del suo protettore, che si trova in questo guaio. Nel frattempo a donna Costanza arriva voce della morte del suo pupillo. Notizia che però non la convince affatto. Il sangue passionale dei Colonna ribolle in lei e dà comando di mettersi in ricerca della verità. Ma la verità ha radici nel passato di Caravaggio: nella sua riproduzione di un quadro di Bosch è custodita la chiave per decriptare un antico codice alchemico. Per questo segreto il cardinale Borghese è disposto a tutto, anche a farlo ammazzare…

Romanzo storico ricco di dettagli che catapulta il lettore in un clima fatto di diplomazia politica, di forti differenze sociali, di una tacita discrasia tra le leggi e gli usi, di lusso sfrenato e ostentato da parte della gerarchia ecclesiale (è lo stesso Caravaggio che sottolinea quanto Roma sia, in quel periodo storico, “città di preti a caccia di potere”). La complessa e fitta trama de Il sigillo di Caravaggio si va costruendo pagina dopo pagina, utilizzando diversi piani temporali, arricchendo di dettagli il complesso quadro storico e rivelando complotti e sotterfugi di una società complessa. I personaggi, tratteggiati con sapiente spessore, risultano credibili come le relazioni ed i dialoghi, i punti di vista si alternano, spazio e tempo si danno il cambio, creando un effetto ritmico incalzante che coinvolge e tiene il lettore, in un crescendo di curiosità, sempre con il fiato sospeso. Con ritmo cadenzato e scrittura dinamica, Luigi De Pascalis, candidato al Premio Strega 2016 e vincitore del premio Aqui per il miglior romanzo storico, mescola abilmente intrigo, alchimia, avventura, fantasia e storia, ossessioni e passioni, creando un intreccio mozzafiato. Il racconto è ulteriormente impreziosito dagli episodi che narrano la genesi delle opere più famose del Caravaggio (“Decollazione di San Giovanni”, “Amor vincit Omnia”, “David con la testa di Golia”) e che rivelano un animo tormentato almeno quanto la potenza della sua rappresentazione pittorica, capace di catturare l’essenza della realtà, mostrandone luci e ombre.



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