Il sigillo di Enrico IV

Il sigillo di Enrico IV

Mantova, 1596. Nel bel mezzo dei lavori di ristrutturazione della basilica, una serie di fenomeni inspiegabili fa serpeggiare tra i Mantovani il sentimento di una presenza demoniaca. Non c’è pace per Biagio dell’Orso: pentacoli, crani di animali morti e misteriosi incendi tormentano la città fino a quando il rapimento di due bambine dai capelli rossi fa definitivamente precipitare la situazione. Chi ha interesse a mettere sottosopra i cuori di una comunità intera? Chi a rapire un’orfanella e la figlia di un contadino? Nello sguardo di Eleonora, la moglie del Duca, Biagio intuisce un mistero più grande di quello su cui pensa di investigare. Intanto, le sue indagini lo portano di nuovo in contatto con una vecchia conoscenza, l’illusionista Colorni, che nella redazione di un (così si dice) libro di evocazioni e rituali satanici è invischiato con tutte le scarpe. Eppure Colorni è solo un truffatore, non è certo per lui che si sono incontrati a Mantova il vescovo Francesco Gonzaga e l’arcivescovo di Firenze, Alessandro De’ Medici, vicario pontificio. La nobile compagnia è semmai diretta a Parigi per mettere in atto un piano di diplomazia internazionale necessario per salvaguardare la pace dell’Europa intera. A Parigi puntano anche le indagini di Biagio, sulle tracce delle due ragazzine e del loro misterioso rapitore, un cavaliere con lo stemma del Cigno Nero …

Per la quarta volta ci troviamo nella Mantova del ‘500, a seguire le avventure di Biagio dell’Orso, protagonista di questa serie di gialli storici. Gli ingredienti sono quelli, già visti, che hanno decretato il successo dei romanzi precedenti: il mix ben equilibrato di verosimiglianza storica e fiction, il ritmo tambureggiante e la trama fitta ma non dispersiva. Difficilissimo staccare gli occhi da queste pagine che, in una manciata di righe, ci gettano nel bel mezzo del mistero, disseminato d’indizi che spostano di momento in momento la convinzione di aver capito tutto. I personaggi sono disegnati in maniera moderna, da Estella la figlia dell’illusionista a Rosa l’innamorata di Biagio; straordinarie le schermaglie, non proprio amichevoli, tra Colorni e il gesuita padre Ignazio, due modelli culturali e umani agli antipodi che in maniera un po’ rocambolesca arrivano a collaborare per un più nobile fine comune. Tutto intorno, l’intrico delle più classiche vicende delle corti rinascimentali, fatto di giochi di potere, ambigue manovre diplomatiche, relazioni clandestine e forze occulte. Sempre affascinante il contrasto tra la figura del protagonista, volitivo, onesto e pragmatico, e l’epoca storica in cui si muove, ancora segnata dalle superstizioni e da un approccio piuttosto fatalistico all’esistenza. Non rimane che aspettare il prossimo capitolo per sapere quale grande minaccia si è abbattuta su Mantova.



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