Il sogno di Manuel

Il sogno di Manuel
La notte di San Lorenzo del 2000, Manuel è con sua sorella Amanda sulla spiaggia e come tutti i presenti anch'egli è con la testa all'insù, speranzoso di vedere prima o poi la tanto desiderata scia di una stella cadente. Siamo in un piccolo centro del sud Italia, in uno di quei paesini nei quali si conoscono tutti e soprattutto dove tutti conoscono il parroco, don Carmine, uomo dalla generosità fuori dal comune, sempre pronto a sacrificarsi in prima persona per il bene della comunità. Manuel è uno dei chierichetti della parrocchia, oltre che promessa della squadra di calcio assemblata dallo stesso sacerdote. La vita trascorre serena per il ragazzo finché un giorno non arriva l'incredibile notizia. Una squadra di serie B ha messo gli occhi su di lui e ci sono ottime prospettive di un immediato trasferimento. Il ragazzo ne vuole parlare in famiglia però, sopratutto con il papà che essendo imbarcato vive quasi sempre fuori di casa. Ma una mattina, mentre tutti sono in trepidante attesa per l'imminente ritorno dell'uomo, alla tv la terribile notizia di un sequestro di un peschereccio italiano. Il sangue nelle vene di Manuel e dell'intera comunità si gela all'istante. Il padre infatti è su quella nave e ora tocca al ragazzo rimboccarsi le maniche e con l'aiuto di don Carmine, provvedere al sostentamento della sua famiglia...
Il materano Davide Giampietro, dirigente scolastico di lungo corso, imbastisce una storia di quelle che si leggevano una volta sui libri di scuola. C'è credo nella volontà dell'autore il desiderio spasmodico di raccontare una gioventù che sposti l'obiettivo il più lontano possibile da quella tutta velocità, bullismo e reality-show che ci viene raccontata quotidianamente dai TG nazionali contemporanei. Un'adolescenza che probabilmente ricalca quella trascorsa dallo stesso Giampietro, fatta di piccoli uomini responsabili, attenti a coltivare i valori della famiglia, dello sport e della fede. Ragazzi che davanti alle difficoltà familiari non si perdono d'animo e si mettono al timone della barca per portarla, con la luce della fede sempre a segnar la strada, in porti sicuri. Fin qui nulla di male, anzi: il problema è che il tutto viene realizzato in maniera abbastanza didascalica e retorica, finendo per togliere credibilità all'intera storia. Il ragazzo e il sacerdote diventano così due semplici caratteristi che all'inseguimento del sogno di Manuel finiscono per invischiarsi in vicende via via sempre più drammatiche e “telefonate” fino al prevedibilissimo lieto fine. Insomma una novella onesta e nobile nelle intenzioni, ma che purtroppo, così com'è scritta, diretta e interpretata, dubito possa far vibrare corde particolari alle generazioni degli anni zero, o quanto meno offrire una valida controprospettiva al vuoto cosmico che attualmente le corrode.

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