Il sole contro

Il sole contro

Reggio Emilia, luglio 1960. Nella primavera è stato formato un inedito governo DC-MSI. I voti dei neofascisti sono stati concordati e decisivi per avere la maggioranza parlamentare. Il segretario Almirante ottiene qualcosa sul programma, nessun ministro ma “benefici” non solo d’immagine: introiti pubblicitari per il giornale di partito, impegno democristiano per provvedimenti governativi di “continuità dello Stato” fra periodi fascista e democratico. La memoria delle lotte partigiane è ancora viva. Per molti mesi cresce una protesta operaia e civile. A Reggio Emilia il Consiglio federativo della Resistenza presieduto dal Sindaco convoca una manifestazione per il 4 luglio. Le forze di polizia hanno ordini che risentono dell’alleanza di governo, lì come in altre città italiane reprimono duramente. Il “fattaccio” avviene il 7, durante la manifestazione indetta dalla Cgil. Raffiche di mitra e colpi di pistola ad altezza d’uomo uccidono 5 uomini (Farioli, Franchi, Reverberi, Serri, Tondelli); quasi cento i feriti nelle strade. Fra incredibili omissioni e forzature sia logiche che giuridiche, una poco giusta sentenza del processo arriverà quattro anni dopo, due giorni prima del segreto golpe De Lorenzo…

Il magistrato Giancarlo Scarpari (Venezia, 1940) ricostruisce con sintesi e chiarezza contesto, cronaca e vicenda giudiziaria dell’eccidio, con note sugli studi storici e sugli organi d’informazione; mette in appendice la sentenza della Corte d’Assise di Milano. Il testo è completato da una accurata cronologia 1945-1969 che svela antefatti dell’evento ed effetti politico-sociali finché la tensione diventa una strategia (a cura di Barbara Ghermandi) e da una bibliografia minima. Ne vien fuori un agile essenziale ottimo volumetto storico. Da leggere. E da meditare, visto che è allegato anche un documentario del regista Giuliano Bugani (Ozzano dell’Emilia, 1961). Non fermatevi alla lettura, aprite anche il dvd! Dura poco più di un’ora, realizzato in crowdfunding grazie anche alla Cna di Reggio. Non c’è stato un colpevole, la strage è ancora impunita, ascoltate quanto dicono figli, fratelli, parenti e avvocati delle vittime (ma anche un vicequestore), guardate le immagini dei funerali, i titoli dei giornali di quei giorni, ascoltate gli struggenti stacchi musicali, cinque sedie restano vuote, già a dicembre 1960 Ferruccio Parri spiegava tutto in poche parole, all’inizio e alla fine.



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