Il supplizio del legno di sandalo

Il supplizio del legno di sandalo
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Cina 1900, imperversa la ribellione dei Boxer. Nella provincia dello Shandong presso il distretto di Gaomi, i disordini hanno portato a numerose vittime, in particolare la presenza dei soldati tedeschi impegnati nell’espropriazione di terre per la costruzione della ferrovia ha suscitato il malcontento. L’ex attore e cantante dell’opera dei gatti, Sun Bing, guida un gruppo di rivoltosi che distruggono i binari e uccidono gli stranieri. Una volta catturato l’uomo viene condannato a morte e la figlia, Sun Meiniang, cerca in ogni modo di salvarlo. Poiché sua Eccellenza il governatore del distretto, Qian Ding, è sia suo padrino che suo amante, Meining spera di persuaderlo con le proprie grazie a liberare il padre, ma l’uomo è consapevole del proprio ruolo politico e la tiene a distanza. Quando la donna scopre che il padre del marito a cui è infedele, è il famoso boia Zhao Jia, ospite a casa loro da qualche mese e che proprio lui sarà l’esecutore della condanna, tenta con le moine, le suppliche e le sue arti seduttive di convincerlo a intercedere, ma resta sgomenta nel rendersi conto che il vecchio lagnoso, fragile solo in apparenza, è l’incarnazione della freddezza e della malvagità. Orgoglioso degli oltre quaranta anni di carriera, delle teste tagliate e delle torture sofisticate che ha applicato sui condannati, il boia è ora ben lieto di poter eseguire quell’ultimo compito e propone per Sun Bing un supplizio lento e atroce, che dovrà infliggere al condannato cinque giorni di agonia…

Per tutto l’Ottocento la Cina ha subito l’ingerenza occidentale nei propri territori. Inghilterra e Francia hanno costretto l’imperatore alla firma dei trattati di Nanchino nel 1839, a seguito della Guerra dell’oppio, e di Tianjin nel 1858 subendo l’apertura di porti sotto il controllo occidentale. Il malessere della popolazione, gli abusi sui contadini, l’indolenza dei feudatari cinesi hanno portato alla nascita dell’associazione segreta La Società dei Pugni e dell’Armonia. I membri vennero chiamati Boxer dagli occidentali. Nel giugno del 1900 i Boxer attaccarono il quartiere delle ambasciate a Pechino e uccisero il rappresentante tedesco portando Guglielmo II a organizzare una rappresaglia senza precedenti. Spade e pugni nulla potevano contro i cannoni e i fucili occidentali. Mo Yan nel romanzo Il supplizio del legno di sandalo pubblicato nel 2001, sfrutta lo stratagemma letterario di presentare la storia come episodi dell’opera dei gatti, una sorta di commedia dell’arte nata dalle lamentazioni funebri e evolutasi nel tempo per cantare gli eventi che coinvolgono il popolo. Racconta come il governo cinese abbia appoggiato gli stranieri per evitare il disastro, in un periodo in cui la famiglia imperiale si avviava al declino, con la descrizione precisa dei rapporti tra classi sociali, l’influenza dell’imperatrice Cixi, l’importanza delle invocazioni nei templi e il valore del cibo, sia per quello che riguarda i rituali della preparazione che come offerta. Commuove l’amore devoto tra Meiniang e Qian Ding, come il rapporto conflittuale tra la donna e il padre, che lei disprezza ma allo stesso tempo non può abbandonare al suo destino. I personaggi di Mo Yan calcano la scena mostrando la loro anima, sono personaggi completi, reali e imperfetti, anche il più misero mendicante è presentato a tutto tondo. L’autore non si risparmia quando descrive minuziosamente le torture, pagine atroci che chiudono lo stomaco. Un romanzo efficace, una testimonianza che fa conoscere le sofferenze e la cultura ricchissima e conflittuale di una Cina d’altri tempi, che all’alba della nuova epoca si precipita inconsapevole verso l’oblio delle tradizioni, dalla fasciatura dei piedi all’impegnativo cerimoniale di corte. Mo Yan, Nobel per la Letteratura nel 2012, dà ancora voce in modo magistrale alla sua terra.



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