Il tascapane

Il tascapane

Se chiedeste a Gianluca Morozzi di identificare con un suo oggetto personale gli anni novanta, vi sentireste certamente rispondere: il tascapane. Il tascapane verde infatti è stato per lo scrittore bolognese - più di qualsiasi trattato filo-socio-antropologico – il feticcio capace da solo di raccontare e riassumere l’intero decennio pre ’00. Gli anni in cui “[...] ho avuto tre fidanzate, ho visto il Bologna passare dalla coppa Uefa alla serie C per poi tornare in coppa Uefa, ho fatto un anno di servizio civile e mi sono rotto un braccio tentando una rovesciata in spiaggia”. Anni caduti addosso allo scrittore di Despero e Black out - e a ognuno di noi - solo apparentemente in maniera anonima e senza lasciare traccia. Quel tascapane era la custodia spesso di fumetti, più di rado di testi universitari, ma sopratutto conteneva le speranzose mazzette di racconti e bozze di romanzi che Morozzi portava sempre con sé agli improbabili concorsi letterari ai quali all’epoca non mancava mai di partecipare… Altra passione nota di Morozzi è il calcio in tutte le sue salse e manifestazioni. Ecco allora che il recente mondiale di calcio del Sudafrica può diventare per lo scrittore emiliano lo spunto per un meraviglioso excursus sulla crescita esistenziale ed evolutiva – in chiave al solito semi seria - del protagonista. Amori e pedate d’annata s’intersecano così in un amarcord sentimental calcistico dal sapore nostalgico e agrodolce...

Questi sono solo due dei cinque pezzi con i quali lo scrittore bolognese Gianluca Morozzi potrà da dicembre 2010 omaggiare i suoi abbonati. Già, perché grazie alla geniale idea della casa editrice Quintadicopertina, chiunque si potrà “abbonare” al suo scrittore preferito per ben un anno (da dicembre 2010 a novembre 2011, appunto) ricevendone in cambio pezzi inediti creati e assemblati appositamente per lui. Il tutto direttamente in casella postale in comodo e futuristico formato eBook. Così si potranno scoprire non solo primizie di romanzi ancora work in progress, ma sopratutto retroscena personali dei nostri beniamini di cellulosa. Ne Il tascapane scopriamo difatti un Morozzi a cuore aperto, capace di regalarci – ne “L’angolo della vergogna” - persino un racconto inedito datato 1987, quando il Nostro aveva molti anni in meno e sopratutto un sacco di capelli in più. Un’idea decisamente innovativa e originale per cercare di accompagnare al libro cartaceo la sua naturale evoluzione digitale senza causare eccessivi traumi al lettore. Una specie di metatesto con cui esplorare oltre che nuove tecnologie applicate al libro, anche nuove sinergie nel rapporto tra lettore e letteratura.



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