Il tempo e la vita

Il tempo e la vita

Se non si temesse l’implicito e ineliminabile effetto comico del gioco di parole, si direbbe che il discorso sul tempo… sembra non finire mai. Intellettuali di ogni epoca e di ogni estrazione vi si sono cimentati, con risultati talvolta inconsistenti, talvolta geniali. Il punto è che il tempo, per qualche motivo, pare sfuggire alla presa della conoscenza più di altre nozioni. Forse anche per il suo passare trasversalmente in ogni esperienza, condizione, attitudine umana. Ecco che la nostalgia, la noia, la vacanza, il sogno, ci parlano del tempo - anzi, ce lo mostrano - in maniera tutt’affatto differente. Ed ecco che discipline diverse entrano in gioco per cercare di dar conto della sfaccettata natura di queste manifestazioni, dalla filosofia alla sociologia, dalla psicologia fino alla psicopatologia con i suoi abissi inquietanti e rivelatori. Che cos’è insomma il tempo? Un’ora di follia è come un’ora di jogging? Ma, soprattutto: è un unico tempo oggettivo a declinarsi diversamente secondo il soggetto… o il soggetto plasma il tempo unitamente alla propria esperienza effettiva?

Questo libro indaga la nozione di tempo non tanto in una specifica categorizzazione metafisica, quanto nel suo attraversare - in maniera inevitabilmente soggettiva, com’è ovvio in questo caso - l’esperienza in fasi diverse dell’esistenza dell’autore, dalla “scoperta”, da ragazzo, del tempo della propria vita, all’esame della percezione del tempo negli ammalati in cura psichiatrica, in qualità di medico e di ricercatore. Eugenio Borgna - studioso dalla competenza e dall’autorità note e indiscutibili - consegna un libro di grande interesse, che ha però il limite di richiedere al lettore un background approfondito e per di più vasto, che spazia ampiamente nell’ambito delle discipline citate e coinvolge in disquisizioni erudite che non sempre - causa anche la difficoltà intrinseca dell’argomento - è facile seguire. Alla fine della lettura il tempo rimane un mistero (non che fosse realmente possibile aspettarsi niente di diverso), come già lasciavano intuire, a metà testo, gli abbondanti passaggi sulla mistica di Teresa d’Avila e di Giovanni della Croce. Consigliato a chi intenda approfondire l’argomento in maniera specialistica.



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